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    Sepolture principesche da Capua: reperti in bronzo e in ferro dai corredi

    Data: fine del VII - inizi del VI secolo a.C.
    Tecnica/Materiali: phiale o patera baccellata in bronzo: laminazione, battitura su matrice, sbalzo, traforo; reperti in ferro: forgiatura
    Dimensioni: dimensioni phiale o patera baccellata in bronzo: alt. orlo 4,5 cm, largh. max orlo 32 cm, largh. max fondo 27,1 cm, spess. fondo 0,1 cm; due morsi per cavalli in ferro: alt. max 16,1 cm, larghezza max 13,4 cm (morso 1); alt. max 19, 3 cm (morso 2); machaira in ferro: lungh. frammento maggiore 38 cm, lungh. frammento immanicatura 12,2 cm; spess. lamina punta 0,1 cm, spess. lamina immanicatura 0,7 cm; gruppo di spiedi in ferro: lungh. 111,3 cm, largh. max 4,7 cm, spess. singolo spiedo 1,4 cm
    Provenienza: Santa Maria Capua Vetere (Caserta), da un nucleo di tombe presso l’Anfiteatro Campano, in prossimità della necropoli in località Fornaci
    Collocazione: Napoli, Museo Archeologico Nazionale di Napoli (phiale, ID. MANN_Capua_2025/1; due morsi per cavalli in ferro, ID. MANN_Capua_2025/2-3; machaira in ferro, ID. MANN_ Capua_2025/4; gruppo di spiedi in ferro, ID. MANN_Capua_2025/5)
    Edizione: Restituzioni 2025
    Autore scheda in catalogo: Emanuela Santaniello
    Restauro: Maria Mariniello, Ludovica Solazzo, Teresa Peluso
    Ente di Tutela: Museo Archeologico Nazionale di Napoli

    Opere restaurate da Maria Mariniello, Ludovica Solazzo, Teresa Peluso (ditta Artes), con la direzione di Mariateresa Operetto (Museo Archeologico Nazionale di Napoli)

    Scheda breve

    La ventesima edizione del progetto Restituzioni ha consentito di recuperare una selezione di reperti di grande valore storico e archeologico, provenienti da un nucleo di sepolture di rilievo di Capua antica, l’attuale Santa Maria Capua Vetere, custoditi da mezzo secolo nei depositi del Museo Archeologico Nazionale di Napoli e mai prima d’ora documentati.

    I manufatti restaurati completano un quadro già noto in letteratura, confermando il carattere eccezionale delle sepolture, appartenenti alla tipologia delle tombe principesche di età orientalizzante di alcuni dei siti principali dell’Italia centro-meridionale.

    I reperti, recuperati nell’ambito di un intervento di messa in sicurezza dei depositi nel 2019, fanno parte di un progetto più ampio, volto alla realizzazione di una sezione dedicata alla Piana Campana, focalizzata sulla valorizzazione di una serie di contesti archeologici custoditi presso il Museo Archeologico Nazionale di Napoli (già museo di riferimento della ex Soprintendenza di Napoli e Caserta), per un rinnovato racconto dedicato alle popolazioni preromane della Campania settentrionale.

    La provenienza dei reperti e il contesto di scavo
    Le sepolture da cui provengono i reperti restaurati sono state scavate nei primi anni settanta del secolo scorso, nel sito dell’antica Capua (attuale Santa Maria Capua Vetere), in un’area di necropoli che ha restituito i dati più interessanti per la ricostruzione della società capuana di età orientalizzante e arcaica.

    Esse costituiscono un nucleo piuttosto unitario, sia come dislocazione in prossimità del futuro Anfiteatro Campano sia come cronologia e tipologia di rito in uso. Si concentrano in quest’area, infatti, una serie di tombe che adottano il rito dell’incinerazione fin dal VII secolo a.C., riservato a personaggi eminenti, con corredi molto ricchi, in particolare di bronzi di elevatissima fattura.

    Grazie al progetto Restituzioni è stato possibile, innanzitutto, esaminare con cura tutti i frammenti, per la maggior parte metalli, appartenenti a un gruppo di manufatti depositati nelle sepolture orientalizzanti, rinvenuti nel 1974-1975 e mai restaurati. Sono stati dunque individuati elementi di bardature equine, armi, spiedi, alari in ferro, bacini, brocche e una oinochoe in bronzo, che hanno confermato l’eccezionalità del contesto. Il restauro dei reperti selezionati, insieme al riconoscimento degli altri manufatti provenienti da questo contesto, ha permesso di acquisire informazioni necessarie alla ricostruzione di uno dei gruppi di sepolture più importanti per la comprensione della formazione della città di Capua nel VII secolo a.C. Il restauro si è poi concentrato su una selezione di cinque reperti particolarmente significativi, eccezionali per tipologia e fattura: una phiale o patera baccellata in bronzo, due morsi per cavalli in ferro, una machaira in ferro e un gruppo di cinque spiedi in verga di ferro.

    Le fasi del restauro

    Prima
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    Prima
    Foto ARTES restauro e servizi per l’arte

    Prima del restauro, gruppo di spiedi in ferro

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    Prima del restauro, phiale o patera baccellata in bronzo

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    Prima del restauro, morsi per cavalli in ferro

    Foto ARTES restauro e servizi per l’arte

    Prima del restauro, machaira in ferro

    Durante
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    Durante
    ARTES restauro e servizi per l’arte

    Rilievi delle morfologie di alterazione e degrado della machaira

    ARTES restauro e servizi per l’arte

    Rilievi delle morfologie di alterazione e degrado della machaira

    Foto ARTES restauro e servizi per l’arte

    Durante il restauro, rimozione meccanica delle incrostazioni terrose commiste a prodotti di corrosione da un frammento dell’orlo della phiale o patera baccellata in bronzo machaira

    Foto ARTES restauro e servizi per l’arte

    Durante il restauro, applicazione della miscela di Araldite 2020, microsfere di vetro cave su supporto in velo di Lione e Mowital B70HH per l’integrazione di un’ampia lacuna sul fondo della phiale o patera baccellata in bronzo

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    Durante il restauro, applicazione a pennello di ciclododecano su un frammento di un morso per cavallo

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    Durante il restauro, rimozione a secco dei depositi di natura pulverulenta e del terreno di scavo da un frammento di oinochoe in bronzo adeso al gruppo di spiedi in ferro

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    Durante il restauro, applicazione di resina epossidica bicomponente per l’incollaggio dei frammenti pertinenti del gruppo di spiedi in ferro

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    Durante il restauro, immersione di un frammento di machaira in ferro in una soluzione idroalcolica di acido tannico previo riscaldamento dello stesso

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    Durante il restauro, immersione di un frammento di machaira in ferro in una soluzione idroalcolica di acido tannico previo riscaldamento dello stesso

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    Durante il restauro, ricerca dei frammenti pertinenti della machaira

    Dopo
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    Dopo il restauro, gruppo di spiedi in ferro

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    Dopo il restauro, phiale o patera baccellata in bronzo

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    Dopo il restauro, morso per cavallo in ferro 1

     

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    Dopo il restauro, morso per cavallo in ferro 2

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    Dopo il restauro, machaira in ferro

    Approfondimenti

    Restituzioni 2025. Guida alla mostra

    a cura di Giorgio Bonsanti, Carla Di Francesco, Carlo Bertelli (curatore emerito), Torino 2025 (guida cartacea)

    Restituzioni 2025

    a cura di Giorgio Bonsanti, Carla Di Francesco, Carlo Bertelli (curatore emerito), Torino 2025 (PDF online)

    Scheda da catalogo

    https://restituzioni.com
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