• SEGUICI SU
  •  
  •  
  •  
  •  
  • GALLERIE D’ITALIA
  • COPYRIGHT
  • CONTATTI
  • GALLERIE D’ITALIA
  • COPYRIGHT
  • CONTATTI
    • IL PROGETTO
    • LE EDIZIONI
    • RESTORIES
    • LE PUBBLICAZIONI
    • VIDEO
    • Restituzioni
    • Restituzioni monumentali
    • Spin-Off
    Torna a Restituzioni 2025

    San Francesco consegna la Regola agli ordini francescani

    Data: 1445-1450 circa
    Artista: Colantonio (attivo a Napoli, 1440 - post 1466 circa)
    Tecnica/Materiali: olio e tempera su tavola
    Dimensioni: 179,7 × 151,5 cm
    Provenienza: Napoli, chiesa di San Lorenzo Maggiore, fino al 1922; Napoli, Museo Nazionale, 1922-1957; Napoli, Museo di Capodimonte, dal 1957
    Collocazione: Napoli, Museo e Real Bosco di Capodimonte (inv. Q 21)
    Edizione: Restituzioni 2025
    Autore scheda in catalogo: Alessandra Rullo, Angela Cerasuolo
    Restauro: Paola Foglia, Giulia Zorzetti
    Ente di Tutela: Museo e Real Bosco di Capodimonte

    Opera restaurata da Paola Foglia, Giulia Zorzetti, con la direzione di
    Alessandra Rullo, Alessia Zaccaria (Museo e Real Bosco di Capodimonte, Napoli)

    Scheda breve

    Il San Francesco completato in basso dal San Girolamo nello studio (entrambi oggi al Museo di Capodimonte), affiancati da pilastrini con Beati francescani (due dei quali recentemente acquisiti dal museo, gli altri dislocati in varie collezioni), costituivano un grande polittico che ornava l’altare intitolato a San Girolamo all’ingresso della tribuna della chiesa di San Lorenzo Maggiore a Napoli. A seguito del riallestimento seicentesco della chiesa, l’ancona fu smembrata e si perse il riferimento riportato nelle fonti a Colantonio, autorevole rappresentante del Rinascimento meridionale, col suo stile che combina componenti fiamminghe, borgognone, provenzali e aragonesi con portati provenienti da Roma e Firenze. Solo nel 1950 Ferdinando Bologna propose una ricostruzione dell’insieme che restituì il San Francesco alla produzione dell’artista. In assenza di documentazione certa, la critica ha avanzato diverse ipotesi sulla commissione e datazione del polittico (oscillante fra il 1444 e il 1450), anche in base a un’apparente difformità stilistica dei due dipinti, il San Francesco proiettato dal fondo oro in uno spazio trascendente e il San Girolamo rappresentato nello spazio realistico del suo studio. Ricordato da Pietro Summonte (1524) come maestro di Antonello da Messina e dedito alla pittura a olio, Colantonio è stato oggetto di attenzione fin dal XIX secolo in merito alla tecnica pittorica utilizzata. Il restauro del San Francesco è dunque anche occasione per meglio comprenderne materiali e procedimenti, e si inserisce nell’ambito di una sistematica campagna diagnostica in atto nel Museo di Capodimonte con la collaborazione di enti di ricerca. I primi risultati relativi all’identificazione dei leganti, indagati con misure FT-IR e Raman, hanno confermato la presenza prevalente di stesure a olio, mentre l’azzurro del manto di san Ludovico è risultato eseguito a tempera magra. Le indagini hanno rivelato come la sagoma del fondo, dorato a guazzo e decorato con una punzonatura a rombi, fosse inizialmente cuspidata e sia stata ampliata con una centina a tutto sesto, modifica che può essere contestuale all’esecuzione o realizzata in un momento successivo. Le indagini in IR e RX rivelano inoltre alcune modifiche testimoniate da tracce disegnative e linee incise che portano a supporre un cambiamento nella spazialità del pavimento e aggiustamenti relativi al posizionamento delle figure. Varie e raffinate le tecniche di doratura utilizzate: le aureole sono eseguite con oro a missione con motivi a traforo evidenziati da stesure pittoriche trasparenti a imitazione di smalti traslucidi e contorni eseguiti pittoricamente per simularne il rilievo. L’aureola di san Bernardino è realizzata in maniera analoga, ma applicando l’oro a missione sul fondo oro a guazzo lasciato a vista nei trafori senza aggiunta di colore. Anche i raggi d’oro sulle stimmate di san Francesco sono eseguiti con oro a missione, mentre tutto l’apparato decorativo dei paramenti e il pastorale di san Ludovico sono realizzati con colore a corpo simulando magistralmente l’oro e incastonando nella mitra pietre preziose e perle con un rilievo di straordinaria efficacia tattile.

    Le fasi del restauro

    Prima
    Visualizza più foto Visualizza meno foto
    Prima
    Foto Fabio Speranza

    Prima del restauro

    Foto Fabio Speranza

    Prima del restauro, verso

    Foto Fabio Speranza

    Prima del restauro, particolare di san Francesco

    Fototeca della Direzione regionale Musei nazionali Campania, neg. A.F.S.G. n. 2979/2329

    Fotografia storica del dipinto prima del restauro del 1957

    Foto Fototeca della Direzione regionale Musei nazionali Campania, neg. A.F.S.G. n. 14186 del 20.04.1957

    Fotografia storica del dipinto dopo il restauro di Edo Masini

    Durante
    Visualizza più foto Visualizza meno foto
    Durante
    Foto Emmebi Diagnostica Artistica

    Prima del restauro, radiografia

    Foto Laboratorio integrato Capodimonte

    Particolari della parte superiore del dipinto in cui si evidenzia la modifica della sagoma: a) luce visibile; b) radiografia; c) MA-XRF, mappa elementale del calcio; d) MA-XRF, mappa elementale del ferro

    Foto Laboratorio integrato Capodimonte

    Durante il restauro, riflettografia infrarossa

    Foto Laboratorio integrato Capodimonte

    Durante il restauro, particolare: a) riflettografia infrarossa b) visibile

    Foto Laboratorio integrato Capodimonte

    Durante il restauro, particolare della veste dell’angelo

    Foto Laboratorio integrato Capodimonte

    Durante il restauro, particolare dell’aureola di san Bernardino

    Foto Fabio Speranza

    Durante il restauro, particolare del pastorale di san Ludovico

    Foto Laboratorio integrato Capodimonte

    Durante il restauro, particolare dell’aureola di santa Elisabetta

    Foto Laboratorio integrato Capodimonte

    Durante il restauro, particolare delle stimmate eseguite con oro a missione

    Foto Fabio Speranza

    Durante il restauro, pulitura

    Foto Fabio Speranza

    Durante il restauro, fluorescenza UV durante la pulitura

    Foto Fabio Speranza

    Durante il restauro, prima dell’integrazione pittorica

    Dopo
    Visualizza più foto Visualizza meno foto
    Dopo
    Foto Fabio Speranza

    Dopo il restauro

    Foto Fabio Speranza

    Dopo il restauro, particolare

    Foto Fabio Speranza

    Dopo il restauro, particolare di san Bernardino

    Foto Fabio Speranza

    Dopo il restauro, particolare di san Ludovico

    Foto Fabio Speranza

    Dopo il restauro, verso

    Approfondimenti

    Restituzioni 2025. Guida alla mostra

    a cura di Giorgio Bonsanti, Carla Di Francesco, Carlo Bertelli (curatore emerito), Torino 2025 (guida cartacea)

    Restituzioni 2025

    a cura di Giorgio Bonsanti, Carla Di Francesco, Carlo Bertelli (curatore emerito), Torino 2025 (PDF online)

    Scheda dal catalogo

    https://restituzioni.com
    Accessibilità Privacy policy INTESA SANPAOLO