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    Requiescat

    Data: 1965
    Artista: Pino Pascali
    Nascita artista: Bari, 1935
    Morte artista: Roma, 1968
    Tecnica/Materiali: struttura lignea rivestita con tessuti fissati mediante punti metallici: panno di feltro, cotone con armatura a tela, tessuto spugnoso, pellicola pittorica a base di polivinilacetato
    Dimensioni: 250 × 157 × 54 cm
    Provenienza: Roma, Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea (GNAMC)
    Collocazione: Roma, Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea (GNAMC) (inv. 9218)
    Edizione: Restituzioni 2025
    Autore scheda in catalogo: Giovanna Coltelli
    Restauro: Paola Carnazza, Maria Letizia Profiri (Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma); Demasi Restauri di Giuseppe Demasi, con la collaborazione di Giuliana Antinori, Isabel Tornaquindici
    Ente di Tutela: Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma

    Opera restaurata da Paola Carnazza, Maria Letizia Profiri (Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma); Demasi Restauri di Giuseppe Demasi, con la collaborazione di Giuliana Antinori, Isabel Tornaquindici, con la direzione di Paola Carnazza, Maria Letizia Profiri (Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma)

    Scheda breve

    Pino Pascali è stato uno dei protagonisti più innovativi dell’arte italiana degli anni sessanta. Nonostante una carriera breve, interrotta tragicamente a soli trentatré anni, la sua opera ha lasciato un’impronta indelebile nell’arte del secondo dopoguerra. Formatosi all’Accademia di Belle Arti di Roma sotto la guida di Toti Scialoja, Pascali sviluppò un approccio poliedrico che univa pittura, scultura, scenografia, fotografia, grafica e performance. Le prime esperienze lavorative nel mondo televisivo e pubblicitario influenzarono profondamente la sua poetica visiva, caratterizzata da un costante dialogo tra arte, immagine in movimento e cultura popolare.

    Pascali seppe cogliere e reinterpretare con acutezza le istanze della sua epoca. Il suo lavoro si distingue per l’uso di materiali poveri e sintetici e per la capacità di trasformare forme e simboli naturali in riflessioni profonde sulla memoria, sulla violenza e sulla transitorietà dell’esistenza. L’arte per Pascali non era solo oggetto da contemplare, ma un’azione, un’esperienza che coinvolgeva attivamente lo spettatore.

    Il culmine del suo percorso fu la partecipazione alla XXXIV Biennale di Venezia nel 1968, dove gli venne assegnata una sala personale e lui presentò opere realizzate con tecniche varie: Pelo, Contropelo, Il cesto, Stuoia, Le penne d’Esopo, Archetipo, Solitario. Nel maggio del 1969, a poca distanza dalla morte, venne dedicata a Pino Pascali la prima grande retrospettiva alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma, curata da Palma Bucarelli, l’allora soprintendente che sempre lo aveva sostenuto. “La punta di diamante della nuova avanguardia artistica italiana”, lo definì nella presentazione in catalogo. I genitori di Pino Pascali, commossi, doneranno al museo molte delle opere esposte, dando vita al nucleo più importante di capolavori dell’artista conservati in una collezione pubblica.

    A distanza di decenni, il mitico Pino Pascali continua a esercitare un’influenza profonda sull’arte contemporanea, confermando la straordinaria forza innovativa e poetica del suo breve ma intenso percorso creativo.

    Le fasi del restauro

    Prima
    Prima
    Foto Paola Carnazza

    Prima del restauro

    Durante
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    Durante
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    Durante il restauro

    Foto YOCOCU APS

    Prima del restauro, ingrandimenti in microscopia ottica digitale

    Foto YOCOCU APS

    Prima del restauro, ingrandimenti in microscopia ottica digitale

    Foto Paola Carnazza

    Prima del restauro, pellicola pittorica con deposito superficiale e alterazioni

    Foto Paola Carnazza

    Durante il restauro, tassello di pulitura

    Foto Paola Carnazza

    Durante il restauro, tassello di pulitura

    Foto Paola Carnazza

    Durante il restauro, fase della pulitura

    Foto Paola Carnazza

    Durante il restauro, consolidamento

    Dopo
    Visualizza più foto Visualizza meno foto
    Dopo
    Foto YOCOCU APS

    Dopo il restauro

    Foto YOCOCU APS

    Dopo il restauro, retro

    Foto Paola Carnazza

    Dopo il restauro, particolare

    Foto Paola Carnazza

    Dopo il restauro, particolare

    Approfondimenti

    Restituzioni 2025. Guida alla mostra

    a cura di Giorgio Bonsanti, Carla Di Francesco, Carlo Bertelli (curatore emerito), Torino 2025 (guida cartacea)

    Restituzioni 2025

    a cura di Giorgio Bonsanti, Carla Di Francesco, Carlo Bertelli (curatore emerito), Torino 2025 (PDF online)

    Scheda dal catalogo

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