Il manufatto appartiene alla tipologia del reliquiario “a castone”: il sacro reperto – un frammento di colonna in porfido – è a vista, incastonato entro una montatura che funge da supporto. La reliquia è racchiusa da lamine dentellate che ne seguono la forma, due a fondo liscio e due con fondo ornato da eleganti palmette incise. Sopra la reliquia è posto un gruppo di tre statuette raffigurante l’episodio evangelico della flagellazione di Cristo: Gesù, legato, ad una colonnina, viene fustigato da due flagellanti. Regge la reliquia una colonnina tortile a due fasce, di cui una incisa con elementi decorativi che simulano caratteri cufici; la colonna è sormontata da un capitello e da un abaco con orlo traforato, mentre alla base è decorata da due piccoli draghi. Il piede del reliquiario presenta uno schema a croce, con quattro archi trilobati sui quali sono incastonati altrettanti smalti raffiguranti busti di santi, forse gli evangelisti.
L’oreficeria, appartenente al Tesoro della Basilica di Sant’Antonio di Padova, risente di un analogo reliquiario della Colonna della Flagellazione conservato a Venezia nel Tesoro della Basilica di San Marco, riferibile ai secoli XIV e XV. Sulla base di questa influenza, l’opera è collocata dopo il1376. La datazione è confermata dai tratti stilistici del gruppo scultoreo (la cui tipologia della raffigurazione scenica deriva dall’arte gotica d’Oltralpe), che rimandano agli affreschi di Giusto de’ Menabuoi nel battistero di Padova, realizzati tra il 1375 e il 1376, o comunque prima del 1378. Il manufatto appartiene a una serie di reliquiari antoniani nei quali sono molto forti le connessioni stilistiche con le opere contemporanee di scultura e pittura a Padova. Le statuette risentono infatti dell’influenza dello scultore e architetto Andriolo de Santi, mentre nei santi raffigurati nelle placchette in smalto si ravvisa l’influsso di pittori attivi a Padova nel Trecento, da Giotto ad Altichiero.
Il reliquiario è stato pulito da un denso strato di sporco. Il foro sul piede causato dalla perdita di uno dei castoni, è stato chiuso applicando nella parte sottostante una lamina d’argento sagomata e bloccata dalla piastra di rame. La figura di Cristo è stata fissata alla base. Sono stati realizzati tre perni mancanti di fissaggio delle cerniere della lamina inglobanti la reliquia.
