Il polittico in terracotta policroma e dorata rappresenta un punto di riferimento fondamentale per la produzione artistica di Michele da Firenze. Il versatile scultore vanta un apprendistato importante presso la bottega dei Ghiberti e, a partire dal 1403, comincia presto a lavorare al di fuori della Toscana e a qualificarsi quale artista itinerante. Dal 1433 risulta attivo a Verona, passa poi a creare opere di grande impatto in territorio estense – Modena e Ferrara – e nel Polesine di Rovigo tra il 1444 e il 1447 ove realizza, tra gli altri manufatti, il Polittico di Raccano di Polesella. Abilissimo plastificatore e scultore in terracotta dipinta, Michele è capace di unire le più moderne istanze artistiche fiorentine con i raffinati canoni tardogotici, creando così uno stile molto apprezzato dai committenti.
Una caratteristica fondamentale del polittico polesano – che lo differenzia anche dai complessi più articolati quali le versioni modenese e veronese – è la permanenza della policromia originaria, purtroppo perduta negli altri contesti e che il presente restauro ha permesso di recuperare e valorizzare. Il polittico proviene dalla parrocchia della Natività della Beata Vergine Maria di Raccano di Polesella, dove rimane fino alla fine agli anni ottanta del secolo scorso; dal 1994 viene concesso in deposito alla Pinacoteca dell’Accademia dei Concordi di Rovigo. L’attribuzione del manufatto allo scultore fiorentino è stata sempre ripresa e confermata dalla critica, che lo ha più volte segnalato quale uno dei capisaldi della sua attività in area padana.
L’insieme è costituito da quarantaquattro elementi in totale, con un solo ordine di sculture interne collocate entro nicchie coronate da aperture a conchiglia e scandite da colonnine corinzie tortili. Al centro si trova la Madonna con il Bambino, alla sua sinistra sono riconoscibili san Giovanni Battista e un santo vescovo, mentre alla sua destra si vedono san Giovanni evangelista e una santa monaca. Nella cimasa sopra la Vergine è posta la Crocifissione con i dolenti; nei pinnacoli al di sopra delle singole figure sono infine visibili volti di putti entro oculi, mentre l’angelo annunciante e la Vergine annunciata sono identificabili nei punti limitari della parte superiore
