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    Piviale di san Pio V

    Data: XVI secolo (con inserto di elementi del XIV-XVI secolo)
    Artista: Ambito di produzione veneto e centroitaliano
    Tecnica/Materiali: piviale in velluto tagliato unito in seta cremisi con colletto e stolone ricamato con sete policrome e oro filato a punto steso su tela di lino non tinta; cappuccio ricamato a punto steso con oro e argento filato e sete policrome su taffetà in seta cremisi, profilato da tre frammenti di gallone ricamato a punto steso con oro e argento filato su taffetà in seta blu; il margine del cappuccio è definito da un gallone operato in seta cremisi e frangia in seta cremisi
    Dimensioni: 315 × 153 cm
    Provenienza: ignota
    Collocazione: Roma, Museo Domenicano di Santa Sabina all’Aventino (rientra nel Patrimonio del Fondo edifici di culto, amministrato dalla Direzione Centrale degli affari dei culti e per l’amministrazione del Fondo edifici di culto del Ministero dell’Interno)
    Edizione: Restituzioni 2025
    Autore scheda in catalogo: Mariella Nuzzo
    Restauro: Cinzia Oliva
    Ente di Tutela: Soprintendenza Speciale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Roma

    Opera restaurata da Cinzia Oliva, con la direzione di Mariella Nuzzo (Soprintendenza Speciale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Roma)

    Scheda breve

    Il piviale conservato nel Museo Domenicano di Santa Sabina all’Aventino, noto come “piviale di san Pio V”, è legato per tradizione al papa domenicano Antonio Ghislieri, senza però alcun riscontro documentario. Si tratta di un paramento liturgico usato nelle celebrazioni solenni, composto da sei elementi eterogenei assemblati alla fine del XVI secolo. La base è un manto in velluto rosso riutilizzato, su cui sono stati applicati uno stolone e un cappuccio, anch’essi costituiti da parti di provenienza e datazione diverse. Il ricamo, comune a tutte le sezioni, è una tecnica decorativa diffusa dal Medioevo, valorizzata da botteghe specializzate che collaboravano con artisti operanti attivi nell’ambito della pittura, della miniatura e dell’oreficeria. Lo stolone mostra una sequenza di santi entro edicole prospettiche, partendo dall’Annunciazione del colletto e proseguendo con Pietro, Paolo, Giacomo, Andrea, Gerolamo, Bartolomeo, Lorenzo, la cui esecuzione è stata ricondotta a una bottega centroitaliana permeata da modelli fiorentini e ferraresi degli anni ottanta del Quattrocento.

    La figura posta più in basso sul lato sinistro, identificata con san Simone, presenta caratteri diversi, di impronta marcatamente gotica. Questo frammento è stato riconosciuto come pertinente in origine al piviale di Gregorio XII del Museo Diocesano di Recanati, recentemente legato al nome di Zanino di Pietro. Il cappuccio, restaurato da poco, nascondeva sotto l’immagine della Vergine con il Bambino un ricamo di san Domenico, inserito in una formella decorata con motivi naturalistici gotici. Questi richiami stilistici rimandano alla cultura artistica del Trecento angioino con particolare riferimento all’ambito abruzzese. Infine, il gallone blu, anch’esso reimpiegato, che incornicia lo scudo presenta scritte greche riconducibili all’area bizantino-slava (XIV-XV secolo). L’intero cappuccio fu assemblato nel tardo Cinquecento, come dimostrano i fogli stampati rinvenuti nella fodera interna, usati per rinforzare la struttura.

    Le fasi del restauro

    Prima
    Prima
    Patrimonio del Fondo edifici di culto, amministrato dalla Direzione Centrale degli affari dei culti e per l’amministrazione del Fondo edifici di culto del Ministero dell’Interno - Foto Andrea Catoni

    Prima del restauro, piviale

    Patrimonio del Fondo edifici di culto, amministrato dalla Direzione Centrale degli affari dei culti e per l’amministrazione del Fondo edifici di culto del Ministero dell’Interno - Foto Andrea Catoni

    Prima del restauro, cappuccio

    Durante
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    Durante
    Patrimonio del Fondo edifici di culto, amministrato dalla Direzione Centrale degli affari dei culti e per l’amministrazione del Fondo edifici di culto del Ministero dell’Interno - Foto Andrea Catoni

    Durante restauro, ricamo in seta del cappuccio

    Patrimonio del Fondo edifici di culto, amministrato dalla Direzione Centrale degli affari dei culti e per l’amministrazione del Fondo edifici di culto del Ministero dell’Interno - Foto Cinzia Oliva

    Dopo il restauro, particolare del ricamo rimosso della Madonna dallo scudo

    Patrimonio del Fondo edifici di culto, amministrato dalla Direzione Centrale degli affari dei culti e per l’amministrazione del Fondo edifici di culto del Ministero dell’Interno - Foto Cinzia Oliva

    Prima del restauro, particolare del degrado del ricamo con filati metallici (san Pietro)

    Patrimonio del Fondo edifici di culto, amministrato dalla Direzione Centrale degli affari dei culti e per l’amministrazione del Fondo edifici di culto del Ministero dell’Interno - Foto Cinzia Oliva

    Durante il restauro, particolare del consolidamento dei filati metallici prima e dopo l’intervento

    Patrimonio del Fondo edifici di culto, amministrato dalla Direzione Centrale degli affari dei culti e per l’amministrazione del Fondo edifici di culto del Ministero dell’Interno (Foto Cinzia Oliva)Durante il restauro, particolare del consolidamento prima e dopo l’intervento (sant’Andrea) - Foto Cinzia Oliva

    Durante il restauro, particolare del consolidamento prima e dopo l’intervento (sant’Andrea)

    Patrimonio del Fondo edifici di culto, amministrato dalla Direzione Centrale degli affari dei culti e per l’amministrazione del Fondo edifici di culto del Ministero dell’Interno - Foto Cinzia Oliva Oliva

    Durante il restauro, integrazione dei filati abrasi in seta marrone prima e dopo l’intervento (san Simone)

    Patrimonio del Fondo edifici di culto, amministrato dalla Direzione Centrale degli affari dei culti e per l’amministrazione del Fondo edifici di culto del Ministero dell’Interno - Foto Andrea Catoni

    Dopo il restauro, supporto cartaceo a stampa del cappuccio del piviale

    Dopo
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    Dopo
    Patrimonio del Fondo edifici di culto, amministrato dalla Direzione Centrale degli affari dei culti e per l’amministrazione del Fondo edifici di culto del Ministero dell’Interno - Foto Andrea Catoni

    Dopo il restauro, piviale

    Patrimonio del Fondo edifici di culto, amministrato dalla Direzione Centrale degli affari dei culti e per l’amministrazione del Fondo edifici di culto del Ministero dell’Interno - Foto Andrea Catoni

    Dopo il restauro, particolare del colletto

    Patrimonio del Fondo edifici di culto, amministrato dalla Direzione Centrale degli affari dei culti e per l’amministrazione del Fondo edifici di culto del Ministero dell’Interno - Foto Andrea Catoni

    Dopo il restauro, stolone (lato sinistro)

    Patrimonio del Fondo edifici di culto, amministrato dalla Direzione Centrale degli affari dei culti e per l’amministrazione del Fondo edifici di culto del Ministero dell’Interno - Foto Andrea Catoni

    Dopo il restauro, particolare della figura di san Simone

    Approfondimenti

    Restituzioni 2025. Guida alla mostra

    a cura di Giorgio Bonsanti, Carla Di Francesco, Carlo Bertelli (curatore emerito), Torino 2025 (guida cartacea)

    Restituzioni 2025

    a cura di Giorgio Bonsanti, Carla Di Francesco, Carlo Bertelli (curatore emerito), Torino 2025 (PDF online)

    Scheda dal catalogo

    https://restituzioni.com
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