L’attuale chiesa di san Giuliano fu costruita alla fine del Seicento su iniziativa dei frati dell’Ordine dei Minimi, ampliando il preesistente edificio di culto che il Comune di Vicenza aveva loro affidato nel 1647. Costruito intorno al 1843 per rimpiazzare l’organo di Filippo Martinotti che i frati avevano acquistato nel 1724, lo strumento realizzato da De Lorenzi fu inaugurato nel 1844 ed è giunto fino ai giorni nostri integro in ogni sua parte: tastiera, pedaliera, registriera, meccanica, somieri e canne sono originali. La tastiera è in ebano con i diesis placcati in osso di bue, con 52 tasti con prima ottava corta; le canne sono circa 600 con 31 in mostra, divise in tre campate (7-17-7) disposte a cuspide centrale ed ali laterali ascendenti; la pedaliera scavezza di 18 tasti, compreso il tamburo che suona sul 18° pedale. Spicca al pedale il Cimbas, tipica tromba del De Lorenzi in otto piedi con corpi di legno.
Nonostante le buone condizioni di conservazione, sia delle parti foniche che di quelle meccaniche, prima dell’intervento era presente sulle canne uno spesso strato di polvere e detriti, alcuni ventilabri non assicuravano buona tenuta dell’aria, molti elementi (pelli, guarnizioni, tastiera) mostravano i segni dell’uso e del tempo, alcune delle canne in legno mostravano fessurazioni o scollamenti e diffusa era la presenza di insetti xilofagi.
Dopo la catalogazione degli elementi e il rilievo dei parametri di base (diapason, pressione e temperatura), l’organo è stato completamente smontato e, ad eccezione della cassa decorativa, trasportato in laboratorio. Tutte le parti in legno sono state trattate, contro i tarli, con permetrina e Paraloid, consolidate, integrate o ricostruite dove necessario. In tutti i somieri sono stati impermeabilizzati i canali, calibrati i piani di lavoro dei ventilabri e delle stecche, restaurati i trasporti, i tiranti, le guarnizioni e le piastrine. I ventilabri sono stati rettificati e reimpellati; le loro molle pulite e tarate (quattro, spezzate, sono state ricostruite). Il crivello è stato raddrizzato, reintegrato e rinforzato nella parte inferiore; al suo telaio sono stati applicati listelli di rinforzo sulla parte inferiore.
Per quanto riguarda la parte meccanica, tutte le catenacciature sono state pulite e lubrificate, le aste regolate, le guide ad anello integrate e i tiranti raddrizzati per eliminare i giochi. Dell’unica tastiera sono stati disossidati i perni, eliminati gli spessori in carta ed inserite sottili strisce nelle guide dei tasti per eliminare i giochi; coperte e frontalini mancanti sono state reintegrati e tutti i feltri sostituiti con pelle di montone bianca. La pedaliera è stata consolidata e integrata nelle parti consunte. Le molle di richiamo sono state disossidate e anche qui tutti i feltri sono stati sostituiti con cuscinetti in pelle. Tavola dei registri, cartellini a stampa, pomelli, leggio e tavoletta di chiusura sono stati tutti i ripuliti e reintegrati dove necessario.
Tutte le canne sono state ripulite, riportate in forma e riparate. Ai registri ad ancia sono stati disossidati e rettificati i cannelli, pulite e disossidate le grucce e le anche, ricostruite undici lingue non restaurabili.
Nel mantice sono state riparate le condotte del vento; il tubo in fibra di cemento che sostituiva quella principale è stato rimosso e al suo posto è stata installata una condotta in legno di abete. Cerniere, angoli, guarnizioni sono stati completamente rifatti. Il motore è stato sostituito con un elettroventilatore per organi.
Redazione Restituzioni
