I due dipinti fanno parte di un ciclo narrativo sulla Passione di Cristo, soggetto assai diffuso nella cultura figurativa di età rinascimentale, grazie all’alta temperatura emotiva e al potenziale di coinvolgimento che lo caratterizzano. L’Orazione nell’orto aderisce a una formula iconografica tradizionale presentando rannicchiati in primo piano i tre discepoli, Pietro Giacomo e Giovanni, immersi in un sonno profondo e incapaci di vegliare per il loro maestro. Su uno spiazzo appena più rialzato appare Gesù, inginocchiato di fronte a un angioletto che gli appare in un alone di fulgore diffuso, offrendogli il calice dell’Eucarestia, simbolo del sacrificio imminente. Sullo sfondo, infatti, già avanzano, stagliati contro il bel cielo dell’alba, i soldati armati di lance giunti per catturare Gesù.
L’affollata scena dell’Andata al Calvario contrasta con il silenzio raccolto della preghiera nel Getsemani, anteponendo all’immobilità quasi assoluta del primo dipinto la dinamica di una violenza fortemente ostentata. Cristo porta con fatica l’enorme croce di legno, volgendo lo sguardo pietoso a Maria, sopraffatta dal dolore e scacciata con le altre donne da un crudele sgherro. Lo spazio restante è riempito da una calca di figure che avanzano inesorabilmente, a cavallo e a piedi, per condurre Cristo al martirio.
Nel corso del tempo le due tavole sono state oggetto di numerosi e pesanti interventi di restauro, che hanno riguardato soprattutto il supporto, comportando danneggiamenti anche alla superficie pittorica. In particolare, negli anni Quaranta del Novecento, le tavole subirono un assottigliamento per l’applicazione di una parchettatura. Di conseguenza, prima dell’ultimo intervento le condizioni conservative risultavano pessime: la funzionalità del sostegno si presentava ormai quasi totalmente compromessa; difetti di adesione del colore apparivano su tutta la superficie, insieme a numerose abrasioni, ritocchi e ridipinture. Erano inoltre presenti uno spesso strato di vernice ossidata e una patina di cera, stesa per il fissaggio della pellicola pittorica.
Con il nuovo restauro si è proceduto con la rimozione della parchettatura, sostituita con una nuova struttura di sostegno, capace di assecondare i movimenti naturali del legno. Sono state quindi eliminate le vernici, la patina di cera e le vecchie ridipinture. E’ stata infine eseguita la reintegrazione pittorica e applicato uno strato protettivo di vernice.
Redazione Restituzioni
