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    Opere grafiche del Museo Civico di Barletta

    Data: XVI-XIX secolo
    Artista: Vari
    Tecnica/Materiali: inchiostro su carta; inchiostro seppia su carta; inchiostro acquerellato su carta; acquerello su carta; acquerello su pergamena; sanguigna su carta; stampa all’acquaforte su carta; inchiostro su carta; matita su carta
    Collocazione: Barletta, Museo Civico
    Edizione: Restituzioni 2025
    Autore scheda in catalogo: Maria Caterina Agresti, Ruggiero Doronzo
    Restauro: Omphalos Restauri s.r.l.
    Ente di Tutela: Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Barletta-Andria-Trani e Foggia

    Opere restaurate da Omphalos Restauri s.r.l., con la direzione di
    Gaia Caula, Maria Concetta Di Micco, Diana Venturini (Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Barletta-Andria-Trani e Foggia)

    Scheda breve

    Il nucleo di undici disegni e una stampa del Museo Civico di Barletta afferisce principalmente a due donazioni, quella di Giuseppe Gabbiani e quella di Ferdinando Cafiero, a cui si aggiunge la raccolta di piccoli studi di figure femminili eseguite dal barlettano Vincenzo De Stefano durante il suo soggiorno laziale, tra Viterbo e Vignanello. Sei opere sono pervenute attraverso la donazione effettuata nel 1936 da Ferdinando Cafiero (1864-1945), singolare figura di collezionista attivo nella prima metà del Novecento tra Barletta e la Toscana.

    Altri cinque disegni provengono dalla donazione disposta nel 1932 da Giuseppe Gabbiani (1862- 1939), artista e collezionista attivo principalmente a Napoli. All’ambiente artistico settentrionale, e toscano in particolare, sono riconducibili le opere donate da Cafiero: da un interessantissimo Studio di putti, probabile studio per una Strage degli Innocenti, firmato da un artista noto solo attraverso il monogramma “NTR” e databile alla prima metà del Seicento, a un elegante Studio di nudi virili attribuito dubitativamente a Polidoro da Caravaggio, presentato in un allestimento su foglio di supporto che permette di ipotizzarne la provenienza da una collezione americana o inglese, oppure, in alternativa, interpretabile come una predisposizione dell’antiquario rivolta ad acquirenti di lingua inglese. Sempre di provenienza toscana, si segnala uno studio di Cristofano Allori per il San Giuliano l’Ospedaliere che aiuta un pellegrino a scendere dalla barca, dipinto eseguito tra il 1612 e il 1618 per il granduca Ferdinando II e conservato a Firenze nella Galleria Palatina di Palazzo Pitti (olio su tela, 259 × 202 cm, inv. 1912 n. 41), tradotto in arazzo nel 1653 da Pierre Lefebvre e documentato da altri tre studi conservati agli Uffizi, due per la figura del barcaiolo e uno per la figura del giovane che discende dalla barca (matita nera e rossa lumeggiata a gessetto su carta, 410 × 160 mm, categoria I, invv. 855 e 856 [barcaiolo]; matita nera e gessetto su carta, 400 × 250 mm [giovane]), tutti direttamente confrontabili con il disegno barlettano. Di particolare interesse, inoltre, l’esistenza di un bozzetto, noto attraverso una fotografia pubblicata nel 1905 (olio su tela, 90 × 73 cm, collocazione sconosciuta), considerato uno dei migliori studi eseguiti da Allori per il suo dipinto. Al pieno Settecento è databile il piccolo acquerello policromo raffigurante una Madonna con Bambino e santi, attribuibile al veneziano Pietro Antonio Novelli e riferibile alla sua fase formativa, tra la fine degli anni cinquanta e i primi anni sessanta del Settecento. Unica stampa all’interno del nucleo di opere qui presentate è un’acquaforte di Francesco Novelli, Particolare del “Ritratto dell’orafo Jan Lutma il Vecchio”, tratta dall’originale di Rembrandt ed eseguita alla fine del XVIII secolo, conservata in diversi esemplari realizzati in controparte rispetto alla versione barlettana, uno presso il Museo del castello Valperga di Masino a Caravino (Torino), un altro presso la Raccolta delle Stampe “Achille Bertarelli” del Comune di Milano, un altro ancora presso il Gabinetto dei Disegni e delle Stampe “Angelo Davoli” della Biblioteca “Panizzi” di Reggio Emilia (79 × 92 mm). Dalla donazione Gabbiani provengono disegni totalmente riconducibili al contesto napoletano fra tardo Seicento e primo Ottocento.

    All’ambito di Francesco Solimena è attribuibile una sanguigna raffigurante Cristo e l’adultera, quasi fedelmente confrontabile con un piccolo dipinto a olio su tela esitato in asta a Firenze il 20 settembre 2016 da Maison Bibelot, anche questo, per quello che è possibile dedurre dalla fotografia disponibile, collocabile all’interno della fervida bottega del maestro campano. Come pure alla mano del giovane Solimena è da ascrivere una Madonna con Bambino e santi interpretabile come bozzetto eseguito per la Visione di san Gregorio Taumaturgo, conservato presso la chiesa di San Domenico a Solofra – opera giovanile nella quale è ancora riscontrabile l’influenza del padre Angelo Solimena – datata tra il 1678 e il 1680, inizialmente attribuita a entrambi e poi al solo Francesco. Agli ultimi anni del XVII secolo si data il foglio con Il Redentore e Dio Onnipotente, riconducibile alla mano di Paolo de Matteis e collocabile nel periodo in cui l’artista fu impegnato nei grandi cicli pittorici napoletani realizzati tra il 1693 e il 1697 nella chiesa di San Ferdinando (Episodi e gesta della vita dei santi Ignazio e Francesco Saverio), esempi del costante riferimento al linguaggio giordanesco, riconfermato negli affreschi per il Gesù Nuovo, eseguiti nel 1698. Per il San Benedetto accoglie san Mauro e san Placido fanciulli, riferibile a Francesco De Mura, è possibile ipotizzare una collocazione dell’opera nel contesto degli affreschi eseguiti dall’artista all’interno della chiesa benedettina dei Santi Severino e Sossio a Napoli tra il 1738 e il 1745, in sostituzione dei preesistenti dipinti murali commissionati nel 1609 a Belisario Corenzio per decorare la navata, il transetto e il coro, parzialmente crollati in occasione del terremoto del 1731. Eseguito ad acquerello su pergamena intorno al 1738, Il battesimo di Viticondo e l’apoteosi di Carlo III di Borbone e Maria Amalia di Sassonia riproduce fedelmente l’incisione di Antonio Baldi, su invenzione di Francesco Solimena, eseguita per ornare il volume di Annibale Marchese Il Viticondo, poema in occasione delle nozze dell’invittissimo Carlo Borbone colla serenissima Maria Amalia Valburga, pubblicato a Napoli nel 1738 per i tipi di Gennaro e Vincenzo Muzio. Il soggetto ricalca con grande esattezza la stampa di Baldi, cosa che ci induce a ricondurre l’opera all’incisore stesso: potrebbe trattarsi, infatti, del modello per la successiva redazione della stampa, non escludendosi, tuttavia, una redazione ex post rispetto all’incisione, ipotesi che però contrasterebbe con la quasi completa e perfetta sovrapponibilità compositiva e grafica dei due esemplari.

    M.C.A.

    Al genovese Domenico Piola si deve una delle opere più interessanti della raccolta museale barlettana, una Cena di Emmaus eseguita intorno al 1670 e comunque prima del maggio 1684, quando un incendio coinvolse casa Piola a causa dei bombardamenti alla città da parte dei francesi per minare l’alleanza della Repubblica genovese con la Spagna. Il disegno, confrontabile con il Progetto per il monumento funebre del doge Francesco Morosini, conservato nel Gabinetto Disegni e Stampe di Palazzo Rosso a Genova, già in collezione Santo Varni (legato Mary Ighina Barbano, inv. D. 4331), raffigura una versione meno particolareggiata della Cena di Emmaus affrescata a monocromo rosso ab origine su una delle pareti al di sotto del coro delle monache nella chiesa di Santa Maria in Passione; staccata e riportata su tela a causa dei bombardamenti aerei (1942; 1944) e ai dilavamenti pluviali, l’opera è oggi ubicata presso il Museo di Sant’Agostino a Genova. R.D.

    Le fasi del restauro

    Prima
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    Prima
    Museo Civico di Barletta / Foto Leonardo Marrone

    Prima del restauro, Polidoro Caldara detto Polidoro da Caravaggio (?), Studio di nudi virili

    Museo Civico di Barletta / Foto Leonardo Marrone

    Prima del restauro, Cristofano Allori, San Giuliano l’Ospedaliere che aiuta un pellegrino a scendere dalla barca, recto

    Museo Civico di Barletta / Foto Leonardo Marrone

    Prima del restauro, Monogrammista NTR, Studio di putti (Strage degli Innocenti?)

    Museo Civico di Barletta / Foto Leonardo Marrone

    Prima del restauro, Domenico Piola, Cena di Emmaus

    Museo Civico di Barletta / Foto Leonardo Marrone

    Prima del restauro, Francesco Solimena (attribuito a), Madonna con Bambino e santi, recto

    Museo Civico di Barletta / Foto Leonardo Marrone

    Prima del restauro, Antonio Baldi (attribuito a), Il battesimo di Viticondo e l’apoteosi di Carlo III di Borbone e Maria Amalia di Sassonia

    Museo Civico di Barletta / Foto Leonardo Marrone

    Prima del restauro, Francesco De Mura (attribuito a), San Benedetto accoglie san Mauro e san Placido fanciulli

    Museo Civico di Barletta / Foto Leonardo Marrone

    Prima del restauro, Francesco Solimena (cerchia di), Cristo e l’adultera

    Museo Civico di Barletta / Foto Leonardo Marrone

    Prima del restauro, Pietro Antonio Novelli (attribuito a), Madonna con Bambino e santi

    Museo Civico di Barletta / Foto Leonardo Marrone

    Prima del restauro, Francesco Novelli (da Rembrandt), Particolare del “Ritratto dell’orafo Jan Lutma il Vecchio”

    Museo Civico di Barletta / Foto Leonardo Marrone

    Prima del restauro, Vincenzo De Stefano, Studi di figure femminili

    Durante
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    Durante
    Museo Civico di Barletta / Foto Leonardo Marrone

    Prima del restauro, Polidoro Caldara detto Polidoro da Caravaggio (?), Studio di nudi virili, verso

    Museo Civico di Barletta / Foto Leonardo Marrone

    Durante il restauro, Polidoro Caldara detto Polidoro da Caravaggio (?), Studio di nudi virili, eliminazione di scotch biadesivo sul verso

    Museo Civico di Barletta / Foto Leonardo Marrone

    Durante il restauro, Polidoro Caldara detto Polidoro da Caravaggio (?), Studio di nudi virili, primo lavaggio su tavolo aspirante

    Museo Civico di Barletta / Foto Leonardo Marrone

    Durante il restauro, Polidoro Caldara detto Polidoro da Caravaggio (?), Studio di nudi virili, secondo lavaggio su tavolo aspirante

    Museo Civico di Barletta / Foto Leonardo Marrone

    Prima del restauro, Cristofano Allori, San Giuliano l’Ospedaliere che aiuta un pellegrino a scendere dalla barca, verso

    Museo Civico di Barletta / Foto Leonardo Marrone

    Prima del restauro, Cristofano Allori, San Giuliano l’Ospedaliere che aiuta un pellegrino a scendere dalla barca, disegno e antico cartoncino di supporto

    Museo Civico di Barletta / Foto Leonardo Marrone

    Durante il restauro, Cristofano Allori, San Giuliano l’Ospedaliere che aiuta un pellegrino a scendere dalla barca, particolare dell’iscrizione sul verso

    Museo Civico di Barletta / Foto Leonardo Marrone

    Durante il restauro, Cristofano Allori, San Giuliano l’Ospedaliere che aiuta un pellegrino a scendere dalla barca, lavaggio su tavolo aspirante

    Museo Civico di Barletta / Foto Leonardo Marrone

    Dopo il restauro, Cristofano Allori, San Giuliano l’Ospedaliere che aiuta un pellegrino a scendere dalla barca, filigrana

    Museo Civico di Barletta / Foto Leonardo Marrone

    Durante il restauro, Monogrammista NTR, Studio di putti (Strage degli Innocenti?)

    Museo Civico di Barletta / Foto Leonardo Marrone

    Prima del restauro, Monogrammista NTR, Studio di putti (Strage degli Innocenti?), particolare del monogramma

    Museo Civico di Barletta / Foto Leonardo Marrone

    Durante il restauro, Monogrammista NTR, Studio di putti (Strage degli Innocenti?), filigrana

    Museo Civico di Barletta / Foto Leonardo Marrone

    Prima del restauro, Domenico Piola, Cena di Emmaus, verso

    Museo Civico di Barletta / Foto Leonardo Marrone

    Prima del restauro, Domenico Piola, Cena di Emmaus, recto, particolare

    Museo Civico di Barletta / Foto Leonardo Marrone

    Prima del restauro, Domenico Piola, Cena di Emmaus, recto, particolare

    Museo Civico di Barletta / Foto Leonardo Marrone

    Prima del restauro, Domenico Piola, Cena di Emmaus, recto, particolare

    Museo Civico di Barletta / Foto Leonardo Marrone

    Prima del restauro, Domenico Piola, Cena di Emmaus, firma e timbro della collezione

    Museo Civico di Barletta / Foto Leonardo Marrone

    Durante il restauro, Domenico Piola, Cena di Emmaus

    Museo Civico di Barletta / Foto Leonardo Marrone

    Durante il restauro, Paolo de Matteis (attribuito a), Il Redentore e Dio Onnipotente, integrazione delle lacune con carta giapponese

    Museo Civico di Barletta / Foto Leonardo Marrone

    Durante il restauro, Paolo de Matteis (attribuito a), Il Redentore e Dio Onnipotente, eliminazione meccanica del cartone di controfondo dal verso

    Museo Civico di Barletta / Foto Leonardo Marrone

    Durante il restauro, Paolo de Matteis (attribuito a), Il Redentore e Dio Onnipotente, lavaggio con umidificatore a ultrasuoni su tavolo aspirante

     

    Museo Civico di Barletta / Foto Leonardo Marrone

    Prima del restauro, Francesco Solimena (attribuito a), Madonna con Bambino e santi, verso

    Museo Civico di Barletta / Foto Leonardo Marrone

    Prima del restauro, Francesco Solimena (attribuito a), Madonna con Bambino e santi, particolare della toppa

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    Prima del restauro, Francesco Solimena (attribuito a), Madonna con Bambino e santi, particolare dell’iscrizione sul verso

    Museo Civico di Barletta / Foto Leonardo Marrone

    Durante il restauro, Francesco Solimena (attribuito a), Madonna con Bambino e santi, lavaggio su tavolo aspirante

    Museo Civico di Barletta / Foto Leonardo Marrone

    Durante il restauro, Francesco Solimena (attribuito a), Madonna con Bambino e santi, integrazione con carta giapponese

    Museo Civico di Barletta / Foto Leonardo Marrone

    Durante il restauro, Francesco Solimena (attribuito a), Madonna con Bambino e santi, filigrana

    Museo Civico di Barletta / Foto Leonardo Marrone

    Durante il restauro, Antonio Baldi (attribuito a), Il battesimo di Viticondo e l’apoteosi di Carlo III di Borbone e Maria Amalia di Sassonia, distacco della pergamena dal supporto ligneo

    Museo Civico di Barletta / Foto Leonardo Marrone

    Durante il restauro, Antonio Baldi (attribuito a), Il battesimo di Viticondo e l’apoteosi di Carlo III di Borbone e Maria Amalia di Sassonia, distacco della pergamena dal supporto ligneo

    Museo Civico di Barletta / Foto Leonardo Marrone

    Prima del restauro, Francesco De Mura (attribuito a), San Benedetto accoglie san Mauro e san Placido fanciulli, verso

    Museo Civico di Barletta / Foto Leonardo Marrone

    Prima del restauro, Francesco De Mura (attribuito a), San Benedetto accoglie san Mauro e san Placido fanciulli, particolari del degrado

    Museo Civico di Barletta / Foto Leonardo Marrone

    Durante il restauro, Francesco De Mura (attribuito a), San Benedetto accoglie san Mauro e san Placido fanciulli, filigrana

    Museo Civico di Barletta / Foto Leonardo Marrone

    Prima del restauro, Francesco Solimena (cerchia di), Cristo e l’adultera, particolare

    Museo Civico di Barletta / Foto Leonardo Marrone

    Durante il restauro, Francesco Solimena (cerchia di), Cristo e l’adultera, particolare durante il distacco

    Museo Civico di Barletta / Foto Leonardo Marrone

    Durante il restauro, Francesco Solimena (cerchia di), Cristo e l’adultera, distacco del fondo ultimato

    Museo Civico di Barletta / Foto Leonardo Marrone

    Durante il restauro, Francesco Solimena (cerchia di), Cristo e l’adultera, filigrana

    Museo Civico di Barletta / Foto Leonardo Marrone

    Durante il restauro, Pietro Antonio Novelli (attribuito a), Madonna con Bambino e santi, distacco della pergamena dal supporto ligneo

    Museo Civico di Barletta / Foto Leonardo Marrone

    Durante il restauro, Pietro Antonio Novelli (attribuito a), Madonna con Bambino e santi, particolare dell’iscrizione in basso a sinistra

    Museo Civico di Barletta / Foto Leonardo Marrone

    Prima del restauro, Francesco Novelli (da Rembrandt), Particolare del “Ritratto dell’orafo Jan Lutma il Vecchio”, verso

    Museo Civico di Barletta / Foto Leonardo Marrone

    Durante il restauro, Francesco Novelli (da Rembrandt), Particolare del “Ritratto dell’orafo Jan Lutma il Vecchio”, asportazione dei residui dal verso

    Museo Civico di Barletta / Foto Leonardo Marrone

    Prima del restauro, Vincenzo De Stefano, Studi di figure femminili, particolare

    Museo Civico di Barletta / Foto Leonardo Marrone

    Prima del restauro, Vincenzo De Stefano, Studi di figure femminili, particolare

    Museo Civico di Barletta / Foto Leonardo Marrone

    Prima del restauro, Vincenzo De Stefano, Studi di figure femminili, particolare

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    Dopo il restauro, Polidoro Caldara detto Polidoro da Caravaggio (?), Studio di nudi virili

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    Dopo il restauro, Paolo de Matteis (attribuito a), Il Redentore e Dio Onnipotente

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    Dopo il restauro, Francesco Solimena (attribuito a), Madonna con Bambino e santi

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    Dopo il restauro Antonio Baldi (attribuito a), Il battesimo di Viticondo e l’apoteosi di Carlo III di Borbone e Maria Amalia di Sassonia

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    Dopo il restauro, Francesco De Mura (attribuito a), San Benedetto accoglie san Mauro e san Placido fanciulli

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    Dopo il restauro, Francesco Solimena (cerchia di), Cristo e l’adultera

    Museo Civico di Barletta / Foto Leonardo Marrone

    Dopo il restauro, Pietro Antonio Novelli (attribuito a), Madonna con Bambino e santi

    Museo Civico di Barletta / Foto Leonardo Marrone

    Dopo il restauro, Francesco Novelli (da Rembrandt), Particolare del “Ritratto dell’orafo Jan Lutma il Vecchio”

    Museo Civico di Barletta / Foto Leonardo Marrone

    Dopo il restauro, Vincenzo De Stefano, Studi di figure femminili

    Approfondimenti

    Restituzioni 2025. Guida alla mostra

    a cura di Giorgio Bonsanti, Carla Di Francesco, Carlo Bertelli (curatore emerito), Torino 2025 (guida cartacea)

    Restituzioni 2025

    a cura di Giorgio Bonsanti, Carla Di Francesco, Carlo Bertelli (curatore emerito), Torino 2025 (PDF online)

    Scheda dal catalogo

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