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    Martirio di san Vitale

    Data: 1700-1710
    Artista: Sebastiano Ricci
    Nascita artista: Belluno, 1659
    Morte artista: Venezia, 1734
    Tecnica/Materiali: olio su tela
    Dimensioni: 507 × 323 cm
    Provenienza: Seniga (Brescia), chiesa di San Vitale
    Collocazione: Seniga (Brescia), chiesa di San Vitale
    Edizione: Restituzioni 2025
    Autore scheda in catalogo: Denis Ton
    Restauro: Alberto Casella
    Ente di Tutela: Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Bergamo e Brescia

    Opera restaurata da Alberto Casella, con la direzione di Angelo Loda (Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Bergamo e Brescia)

    Scheda breve

    La pala raffigura il momento culminante del martirio di san Vitale, soldato cristiano del III secolo, condannato a morte a Ravenna dopo aver dato sepoltura a un altro martire, Ursicino. Secondo le fonti antiche Vitale venne identificato come cristiano, torturato e infine ucciso.

    Nella tela, Vitale è raffigurato a torso nudo, trascinato verso una fossa per essere sepolto vivo. Un carnefice solleva una pala, pronto a coprirlo di terra, mentre un altro sta per colpirlo con un masso. Il martire, però, volge lo sguardo verso la visione celeste della Vergine con il Bambino, che gli appare in alto insieme a un angelo con la palma del martirio. Sullo sfondo si distinguono una città e, al centro, un tribunale presieduto dal giudice Paolino in veste rossa. Ai suoi piedi, sacerdoti pagani con idoli e turiboli alludono al rifiuto del santo di rinnegare la fede.

    L’opera, oggi sull’altare maggiore della chiesa di San Vitale a Seniga, si distingue per qualità pittorica e impianto scenico teatrale. Il recente restauro della tela, attribuita a Sebastiano Ricci da pochi anni (2021), ha permesso una lettura più completa del virtuosismo tecnico del pittore: una stesura rapida ma controllata, con impasti corposi e liberi per i primi piani e una resa più sintetica negli sfondi.

    Il corpo del santo, in particolare, è trattato con cura anatomica e illuminato da una luce drammatica che ne esalta la muscolatura, con un impianto che richiama gli insegnamenti dell’accademia emiliana. Il volto è ispirato e patetico, con capelli fluenti e barba disordinata. L’effetto d’insieme è studiato per una visione da lontano, coerente con la posizione absidale dell’altare.

    Lo stile della pala richiama la produzione di Ricci nei primi anni del Settecento, periodo in cui l’artista è attivo nel territorio bresciano e bergamasco. Confronti utili si possono fare con altre opere come l’Annunciazione di Ghedi o i soffitti di Palazzo Bettoni Cazzago (1702), o ancora con la pala di Santa Giustina a Padova (1700).

    Anche in questa tela, la luce assume un ruolo centrale: la gloria celeste in alto è avvolta da una luminosità metafisica, ma resa con effetti atmosferici realistici. Dal punto di vista compositivo, la scena si presenta come un vero palcoscenico teatrale: san Vitale appare come un eroico protagonista, che affronta il martirio con fermezza e ispirazione, inserito in una costruzione scenografica che alterna dramma terreno e visione divina.

    Nonostante l’assenza di documenti, è plausibile che un’opera di questa rilevanza sia giunta a Seniga attraverso un committente di rilievo. Si segnala, come ipotesi da approfondire, la presenza nel territorio di famiglie nobili come quella dei Poncarali, che risiedevano in una villa nei pressi Dopo il restauro, particolare di san Vitale della chiesa parrocchiale.

    Le fasi del restauro

    Prima
    Prima
    Foto Alberto Casella

    Prima del restauro, il dipinto ancora inserito nell’altare

    Foto Alberto Casella

    Prima del restauro, il dipinto ancora inserito nell’altare

    Foto Alberto Casella

    Prima del restauro, particolare prima della rimozione dall’altare, in evidenza i chiodi inseriti direttamente attraverso la superficie pittorica

    Durante
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    Durante
    Foto Alberto Casella

    Durante il restauro, retro, particolare nel quale sono evidenti le lacune causate da chiodi e viti

    Foto Alberto Casella

    Durante il restauro, particolare della parte alta del dipinto

    Foto Alberto Casella

    Durante il restauro, particolare prima della pulitura

    Foto Alberto Casella

    Durante il restauro, saggio di pulitura, in evidenza i notevoli miglioramenti raggiunti durante l’operazione

    Foto Alberto Casella

    Durante il restauro, particolare durante la fase di rimozione delle vecchie vernici ingiallite

    Dopo
    Dopo
    Fotostudio Rapuzzi, Brescia

    Dopo il restauro

    Fotostudio Rapuzzi, Brescia

    Dopo il restauro, particolare di san Vitale

    Fotostudio Rapuzzi, Brescia

    Dopo il restauro, particolare della Vergine con il Bambino in gloria

    Approfondimenti

    Restituzioni 2025. Guida alla mostra

    a cura di Giorgio Bonsanti, Carla Di Francesco, Carlo Bertelli (curatore emerito), Torino 2025 (guida cartacea)

    Restituzioni 2025

    a cura di Giorgio Bonsanti, Carla Di Francesco, Carlo Bertelli (curatore emerito), Torino 2025 (PDF online)

    Scheda dal catalogo

    https://restituzioni.com
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