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    Madonna in trono con il Bambino, san Giuseppe e i santi Sebastiano, Francesco e Rocco

    Data: anni ottanta del XVI secolo
    Artista: Simone Peterzano
    Nascita artista: Bergamo, 1535 circa
    Morte artista: Milano, 1599
    Tecnica/Materiali: olio su tela
    Dimensioni: 306,5 × 197,5
    Provenienza: Como, convento dei cappuccini di San Bonaventura
    Collocazione: Como, chiesa dei Santi Agostino e Antonino
    Edizione: Restituzioni 2025
    Autore scheda in catalogo: Ilaria Bruno
    Restauro: Laura De Nardi
    Ente di Tutela: Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Como, Lecco, Sondrio e Varese

    Opera restaurata da Laura De Nardi, con la direzione di Ilaria Bruno e Sonia Segimiro, con la collaborazione di Marta Maria, Gabriella Pozzi (Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Como, Lecco, Sondrio e Varese)

    Scheda breve

    Il dipinto entrò in Sant’Agostino nel 1857, depositato dalla Fabbriceria del Duomo, che a sua volta nel 1853 lo aveva ricevuto dal Comune dopo la soppressione del convento cappuccino di San Bonaventura (1810), da cui proviene; nei documenti ottocenteschi la tela è registrata con un’attribuzione a Pietro Antonio Magatti. Essendo arrivata in pessime condizioni, fu sottoposta a restauro a spese della Fabbriceria di Sant’Agostino, che la collocò sulla parete sinistra del coro, in pendant con un Giudizio di Pilato di altro autore e di dimensioni maggiori; in quell’occasione, per fare in modo che i due dipinti avessero le stesse misure, il quadro di Peterzano fu ingrandito e la Fabbriceria fornì a quel punto due cornici identiche; un successivo restauro è documentato nel 1958. L’assegnazione a Magatti rimase immutata fino al 1944, quando Costantino Baroni riconobbe finalmente Simone Peterzano come autore della sacra conversazione e rintracciò alcuni bozzetti preparatori, di mano del pittore bergamasco, nel Gabinetto dei Disegni del Castello Sforzesco di Milano. La composizione dell’opera è semplice e pienamente rispondente ai dettami della Controriforma, di cui Peterzano fu uno degli interpreti più diligenti in ambito lombardo: la Madonna e il Bambino, al centro, sono posti su un alto trono costituito da gradoni in marmo; sulla destra, in secondo piano, emerge dall’ombra la figura di san Giuseppe, quasi nascosta da san Rocco. A sinistra la sacra conversazione è completata da san Sebastiano e da san Francesco inginocchiato davanti al trono; in alto, due angioletti biondi reggicortina. Questa struttura piramidale è riprodotta anche in una Madonna con il Bambino e santi eseguita da Peterzano per la certosa di Garegnano (terminata entro il 1582) e si inserisce in una sequenza di pale d’altare realizzate dal pittore soprattutto nel corso degli anni ottanta del Cinquecento, di cui la tela comense dovrebbe essere una delle prime. Che la destinazione originaria del dipinto fosse la chiesa di San Bonaventura non è certo, anche se la presenza di san Francesco depone a favore di questa ipotesi insieme alla data di consacrazione della chiesa, il 1586: Peterzano potrebbe quindi averla realizzata appositamente, con la commissione o la mediazione di una personalità per ora ignota che deve aver favorito il contatto tra il pittore, di stanza a Milano, e Como. In questo senso potrebbe essere meglio indagata la figura di Marco Antonio Rezzonico, che le fonti antiche attestano come finanziatore proprio nella costruzione della chiesa dei cappuccini.

    In occasione del restauro si è deciso di rimuovere le aggiunte ottocentesche, in particolare la tavola di legno di oltre 20 cm che era stata incollata in basso, in modo da restituire i corretti valori dimensionali all’opera; di conseguenza è stata necessaria anche una riduzione della cornice in cui la tela è ormai storicamente inserita. Durante l’intervento, le analisi chimico-fisiche hanno permesso tra l’altro di accertare che i colori utilizzati sono tempere; le indagini multibanda sono state poi utili per chiarire il rapporto tra il disegno preparatorio e l’esecuzione finale, consentendo di osservare come in corso d’opera siano avvenuti cambiamenti anche sostanziali, qui evidenti soprattutto nel piedistallo (inizialmente meno squadrato) e nello sfondo, che in origine prevedeva alle spalle di Maria una nicchia, poi sostituita da una volta a botte di ispirazione bramantesca. Alle operazioni di conservazione che hanno riguardato direttamente la tela (mantenuta senza rifodero) e la pellicola pittorica si è affiancata la sostituzione del telaio, prevedendo l’inserzione in quello nuovo della traversa ottocentesca con dipinta la scritta «35. S. Agostino», in modo da lasciare traccia della memoria storica dell’opera.

    Le fasi del restauro

    Prima
    Prima
    Foto AFV Aleph Como

    Prima del restauro

    Durante
    Visualizza più foto Visualizza meno foto
    Durante
    © Comune di Milano, tutti i diritti riservati – Gabinetto dei Disegni del Castello Sforzesco, Milano

    Simone Peterzano, San Sebastiano (Milano, Castello Sforzesco, Gabinetto dei Disegni, inv. Au. B 1802/40r)

    © Comune di Milano, tutti i diritti riservati – Gabinetto dei Disegni del Castello Sforzesco, Milano

    Simone Peterzano, Studio per san Sebastiano, 1550-1559 circa (Milano, Castello Sforzesco, Gabinetto dei Disegni, inv. Au. B 1802/40v)

    © Comune di Milano, tutti i diritti riservati – Gabinetto dei Disegni del Castello Sforzesco, Milano

    Simone Peterzano, San Rocco, 1550-1559 circa (Milano, Castello Sforzesco, Gabinetto dei Disegni, inv. Au. B 1802/42)

    oto AFV Aleph Como

    Prima del restauro, particolare delle firme

    Foto AFV Aleph Como

    Prima del restauro, particolare del cane di san Rocco

    Foto AFV Aleph Como

    Prima del restauro, particolare del putto

    Foto Mattia Morlotti

    Ricostruzione dei disegni preparatori che differiscono dalla stesura finale rilevati attraverso le indagini multibanda

    Foto AFV Aleph Como

    Durante il restauro, con tasselli di pulitura sul putto

    Foto AFV Aleph Como

    Durante il restauro, tasselli di pulitura sulla Madonna e sul Bambino

    Foto AFV Aleph Como

    Durante il restauro, tasselli di pulitura su san Rocco

    Foto AFV Aleph Como

    Durante il restauro, tasselli di pulitura sul perizoma di san Sebastiano

    Foto Laura De Nardi

    Durante il restauro, tensionamento della tela mediante sistema a elastici sul telaio interinale

    Dopo
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    Dopo
    Foto AFV Aleph Como

    Dopo il restauro

    Foto AFV Aleph Como

    Dopo il restauro, particolare di san Francesco

    Foto AFV Aleph Como

    Dopo il restauro, particolare dei volti di san Giuseppe (poco visibile prima del restauro) e di san Rocco con il dettaglio del cappello

    Foto AFV Aleph Como

    Dopo il restauro, particolare della mano di san Francesco

    Approfondimenti

    Restituzioni 2025. Guida alla mostra

    a cura di Giorgio Bonsanti, Carla Di Francesco, Carlo Bertelli (curatore emerito), Torino 2025 (guida cartacea)

    Restituzioni 2025

    a cura di Giorgio Bonsanti, Carla Di Francesco, Carlo Bertelli (curatore emerito), Torino 2025 (PDF online)

    Scheda dal catalogo

    https://restituzioni.com
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