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    Madonna con il Bambino (Madonna Sorlini)

    Data: 1470 circa
    Artista: Giovanni Bellini
    Nascita artista: Venezia, 1430 circa
    Morte artista: Venezia, 1516
    Tecnica/Materiali: tempera e olio su tavola
    Dimensioni: 78,6 × 57,8 cm
    Provenienza: Monza, Fossati; Milano e Venezia, Carlo Balboni, nel 1920; Milano, Galleria Pesaro; Roma e Firenze, Alessandro Contini Bonacossi, da prima del novembre 1924 al 1955; Firenze, eredi Contini Bonacossi, dal 1955 al 1999; Prato, Farsettiarte, nel 1999; Venezia, Semenzato, 4 luglio 2004, lotto 74; Calvagese della Riviera (Brescia), Luciano Sorlini, poi Fondazione Luciano Sorlini, dal 2004; Calvagese della Riviera (Brescia), MarteS-Museo d’Arte Sorlini, dal 2018
    Collocazione: Calvagese della Riviera (Brescia), MarteS-Museo d’Arte Sorlini (Fondazione Luciano Sorlini, inv. 004)
    Edizione: Restituzioni 2025
    Autore scheda in catalogo: Antonio Mazzotta
    Restauro: Giulio Bono
    Ente di Tutela: Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Bergamo e Brescia

    Opera restaurata da Giulio Bono, con la direzione di Angelo Loda (Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Bergamo e Brescia)

    Scheda breve

    Grazie a due fotografie conservate nella fototeca Berenson (invv. 105784 e 105815), è possibile ricostruire i primi passaggi di proprietà della cosiddetta “Madonna in rosso” di Giovanni Bellini. La foto più antica (inv. 105784), priva dell’aggiunta superiore del cielo, reca la scritta “Sig. Fossati, Monza”.

    La seconda immagine (inv. 105815) riporta “seen at Moroni”, riferibile all’intervento compiuto da Carlo Moroni verso il 1920. Berenson annota che nel dicembre del 1920 l’opera apparteneva a Carlo Balboni, mercante attivo tra Venezia e Milano, da cui transita alla Galleria Pesaro di Milano, dove è stata valutata 800.000 lire.

    Nel novembre del 1924 la Madonna risulta già di proprietà di Alessandro Contini Bonacossi, come testimoniato da una visita di Wilhelm von Bode a Villa Vittoria a Roma. Una foto della “Sala Veneziana” mostra il dipinto accanto alla Crocifissione oggi al Louvre. Il primo a pubblicare la Madonna Sorlini è Carlo Gamba, che la ritiene una “replica” della Madonna di Castelvecchio a Verona. A questa lettura si oppone Roberto Longhi, che la propone come autografo di Bellini, databile intorno al 1470, “più conservata dell’esemplare di Verona”. Rodolfo Pallucchini conferma l’autografia, esponendola alla mostra su Bellini e confrontandola con la Santa Giustina del Museo Bagatti Valsecchi di Milano e la Madonna Davis del Metropolitan di New York.

    Dopo la morte di Contini Bonacossi, l’opera entra nelle liste di Bernard Berenson, proprietario di una Madonna simile. Elsa De’ Giorgi le dedica versi nella Ballata dei bravi. 1963, soffermandosi sul “drappo rosso, urlante”. L’opera viene inclusa nei cataloghi di Stefano Bottari, Terisio Pignatti e Anchise Tempestini. Notificata, è affidata nel 1999 a Farsettiarte e presentata a Cortina d’Ampezzo; nel 2004 è battuta all’asta da Semenzato a Venezia, accompagnata da una scheda di Andrea De Marchi. Viene acquistata da Luciano Sorlini, che la espone nel 2005-2006 al Museo Correr: il volto della Madonna compare in copertina del catalogo.

    Nonostante l’ampio consenso critico, persistono letture contrarie: la Madonna di Verona, benché danneggiata dal restauro del 2006, viene da alcuni considerata l’unica pienamente autografa (da ultimo Mauro Lucco, che invece ritiene la versione Sorlini come un “prodotto di bottega, seppur fra i più nobili”).

    La Madonna Sorlini è stata esposta, in vista del restauro eseguito da Giulio Bono (concluso nel giugno 2025), alle Gallerie dell’Accademia tra dicembre 2023 e aprile 2024. Il dipinto mostra il Bambino dormiente su un parapetto, la Madonna in preghiera con manto rosso, davanti a un cielo digradante dall’alba all’azzurro. Pur simili, le due versioni (Sorlini e Verona) non sono identiche: nella prima il Bambino è più armonioso, la Madonna più svettante e monumentale. Bellini operava variazioni sullo stesso tema, talvolta con l’uso di cartoni. Il punto di carriera è simile a quello che si vede nella Santa Giustina Bagatti Valsecchi, con richiami a Mantegna e alla spazialità di Piero della Francesca, in una sintesi che riflette pienamente lo stile belliniano del 1470 circa.

    Le fasi del restauro

    Prima
    Prima
    Dino Chinellato, 2022

    Prima del restauro (con cornice)

    Archivio Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Firenze, fondo Jacquier

    Il dipinto esposto in una delle sale della villa Vittoria di Contini Bonacossi, 1930 circa, fotografia storica

    Foto Dino Chinellato, 2022

    Prima del restauro, recto e verso

    Durante
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    Durante
    Foto Lucia Giorgi

    Sezione microstratigrafica di un frammento prelevato dalla campitura del cielo in luce visibile e in fluorescenza ultravioletta; dal basso verso l’alto: 1) preparazione a gesso e colla; 2) imprimitura di biacca; 3) pellicola pittorica composta da biacca, azzurrite, cinabro e nero vegetale; 4-7) strati sovrapposti di vernici e patinature di restauro

     

    Foto Dino Chinellato, 2022

    Prima del restauro, indagini di imaging multispettrale: fotografia all’infrarosso a 950 nm

    Foto Lab

    Microimmagini digitali a 200 ingrandimenti del manto rosso, dell’incarnato, della veste blu e del cielo; in evidenza, l’elevato grado di finezza nella macinazione dei pigmenti

    Foto Matteo De Fina, 2024/2025

    Prima del restauro, particolare della lumeggiatura con oro a conchiglia del manto rosso della Madonna

    Foto Dino Chinellato, 2022

    Prima del restauro, indagini di imaging multispettrale: a) radenza; b) fluorescenza ultravioletta; c) infrarosso in falso colore

    Foto Matteo De Fina, 2024/2025

    Prima del restauro, durante la pulitura e dopo il restauro, particolare

    Foto Matteo De Fina, 2024/2025

    Durante il restauro, pulitura selettiva della patinatura e dei ritocchi alterati degli anni venti del Novecento

    Dopo
    Dopo
    Foto Matteo De Fina, 2025

    Dopo il restauro

    Matteo De Fina, 2025

    Dopo il restauro (con cornice)

    Approfondimenti

    Restituzioni 2025. Guida alla mostra

    a cura di Giorgio Bonsanti, Carla Di Francesco, Carlo Bertelli (curatore emerito), Torino 2025 (guida cartacea)

    Restituzioni 2025

    a cura di Giorgio Bonsanti, Carla Di Francesco, Carlo Bertelli (curatore emerito), Torino 2025 (PDF online)

    Scheda dal catalogo

    https://restituzioni.com
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