L’abbondante produzione di immagini mariane uscite dalla bottega di Mino da Fiesole, soprattutto dopo il ritorno dell’artista a Firenze dal secondo soggiorno romano nel 1464, tenne impegnati i suoi collaboratori in parallelo alle opere monumentali commissionategli a Firenze, Roma e Napoli da mecenati fra i più potenti del tempo. Esercitando un rigido controllo, Mino riuscì a mantenere la coerenza del copioso lavoro del suo atelier. La Madonna con il Bambino e san Giovannino di Casa Martelli rientra pienamente nel filone dei rilievi devozionali per arredi viari, conventuali, a uso civico e privato.
Entrato in collezione probabilmente non prima del 1795 (secondo una ricevuta d’acquisto di una “Madonna di marmo di basso rilievo” da parte di Marco Martelli attraverso un intermediario), il marmo fu murato all’esterno dell’edificio di proprietà della famiglia che fronteggiava il palazzo d’abitazione in via della Forca (oggi via Zannetti) forse ai primi dell’Ottocento, quando il gusto si stava già orientando verso il recupero dell’arte del primo Rinascimento. Registrato nelle descrizioni entro la metà del secolo con varie attribuzioni, si trova inserito nelle guide per stranieri e nel Catalogo Generale Alinari del 1881 come opera di Mino da Fiesole, datato in seguito dalla critica, dopo alcune fluttuazioni, intorno alla seconda metà degli anni sessanta del Quattrocento. Fu restaurato e trasferito sulla facciata di Casa Martelli nel 1917, dopo l’alienazione dell’edificio dov’era stato affisso in precedenza.
Nel 1997, poco prima della donazione del palazzo con le sue collezioni al Ministero per i Beni Culturali da parte della curia e del seminario arcivescovile fiorentino (che lo aveva ricevuto in eredità nel 1986), il rilievo, molto annerito sulle parti aggettanti per effetto o dell’inquinamento ottocentesco o degli oli distaccanti di una calcatura, fu restaurato dall’Opificio delle Pietre Dure prima di essere trasferito all’interno di Casa Martelli. L’intervento non riuscì a eliminare del tutto le macchie più tenaci che le biotecnologie del presente restauro hanno invece sensibilmente mitigato, restituendo al rilievo una più armoniosa leggibilità.
