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    Torna a Restituzioni 2025

    Il ritorno del figliol prodigo

    Data: 1653-1661
    Artista: Mattia Preti
    Nascita artista: Taverna, 1613
    Morte artista: La Valletta, 1699
    Tecnica/Materiali: olio su tela
    Dimensioni: 216 × 231 cm
    Provenienza: collezione Francesco Jerace
    Collocazione: Reggio Calabria, Pinacoteca Civica (inv. 11834 - proprietà statale)
    Edizione: Restituzioni 2025
    Autore scheda in catalogo: Daniela Vinci
    Restauro: Giuseppe Mantella (Restauri Opere d’Arte di Giuseppe Mantella)
    Ente di Tutela: Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Reggio Calabria e la provincia di Vibo Valentia

    Opera restaurata da Giuseppe Mantella (Restauri Opere
    d’Arte di Giuseppe Mantella), con la direzione di Daniela Vinci (Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Reggio Calabria e la provincia di Vibo Valentia)

    Scheda breve

    Il dipinto fu acquistato dallo Stato italiano nel 1972 per ventotto milioni di lire dopo l’esposizione alla mostra Fourteen Important Neapolitan Paintings della Heim Gallery di Londra (1971). Destinato da subito alla Pinacoteca del Museo Nazionale di Reggio Calabria, dal 2008 è esposto nella Pinacoteca Civica.

    Proveniente dalla collezione dello scultore Francesco Jerace (1853-1937), che lo acquistò nel mercato antiquario napoletano, fu esposto già nel 1913 a Catanzaro, in una mostra celebrativa per il terzo centenario della nascita di Preti, e nel 1922 nella Mostra della pittura italiana del Sei e Settecento a Palazzo Pitti a Firenze. La presenza dell’opera in queste esposizioni contribuì alla rivalutazione critica di Mattia Preti nel panorama barocco, attirando l’interesse di studiosi come Roberto Longhi e Adolfo Venturi. Dopo la morte di Jerace, l’opera fu venduta dagli eredi. Rientrata in Italia, fu poi esposta in una mostra monografica nel 1999 a Catanzaro e a Siracusa nel 2016.

    Il tema evangelico del figliol prodigo, tratto da Luca, è ricorrente nell’opera di Preti per i contenuti morali legati alla Controriforma (perdono, pentimento, obbedienza, riconciliazione). Le redazioni pretiane di questa parabola attraversano tutta la carriera dell’artista, andando dalle composizioni degli anni quaranta fino a quelle della produzione più tarda degli anni ottanta e differendo tra loro per formato, taglio e struttura. Tra le più note, vanno citate le redazioni del Musée de Tessé a Le Mans e le due versioni che si trovano a Napoli, una a Palazzo Reale e l’altra a Capodimonte.

    La versione reggina, come rilevato da Giorgio Leone, si distingue per l’elevato numero di personaggi e per l’impostazione narrativa e didascalica. Il gesto del padre, che afferra il polso del figlio in un portico, e gli sguardi dei presenti, che assistono stupiti, enfatizzano il momento del perdono. Notevole l’attenzione al dettaglio nei costumi e nelle acconciature. L’impostazione rialzata dei personaggi principali conferisce alla scena una drammaticità teatrale.

    La datazione ha suscitato dibattito. Inizialmente assegnato agli anni cinquanta del Seicento e quindi al periodo napoletano di Preti per analogie con opere come il Convito di Baldassarre e la tela di Le Mans, fu poi ritenuto da John T. Spike opera degli anni settanta per le affinità cromatiche con il periodo maltese. Tuttavia, l’analisi dei pigmenti ha escluso la presenza di polvere di globigerina, tipica delle opere realizzate a Malta. Le indagini hanno inoltre rivelato pentimenti pittorici, frequenti nell’opera del maestro. La rimozione di vernici ingiallite ha restituito una lettura più chiara, confermando la collocazione più accreditata nel periodo napoletano, tra il 1653 e il 1661.

    L’ultimo restauro ha permesso di approfondire aspetti tecnici e stilistici, valorizzando la straordinaria qualità dell’opera. Il ritorno del figliol prodigo della Pinacoteca Civica di Reggio Calabria costituisce uno dei capolavori della collezione e pone l’attenzione su una figura cruciale per la pittura seicentesca, debitrice della lezione di artisti quali Tintoretto, Veronese, Caravaggio, Reni, Guercino, Lanfranco, Poussin che il maestro seppe rielaborare in chiave personale con esiti in cui luce, teatralità, tensione emotiva e drammatica si fondono insieme.

    Le fasi del restauro

    Prima
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    Prima
    Foto Valentina Giovinazzo

    Prima del restauro

    S.T.Art-Test di S. Schiavone & C.

    Prima del restauro, particolare radiografico dei fanciulli lungo il margine inferiore della scena che mostra un terzo volto occultato nella versione finale

    S.T.Art-Test di S. Schiavone & C.

    Prima del restauro, particolare radiografico che rivela un volto, non presente poi nella versione finale osservabile a occhio nudo

    S.T.Art-Test di S. Schiavone & C.

    Localizzazione delle aree di analisi selezionate per l’identificazione dei pigmenti tramite spettrometria XRF (P1 ÷ P15); elenco e descrizione delle aree di misure XRF selezionate per l’identificazione dei cromofori impiegati per la realizzazione del dipinto

    S.T.Art-Test di S. Schiavone & C.

    Prima del restauro, immagine al SEM e al MO digitale del frammento a del campione MP_01 lungo la linea di frattura

    rilievo grafico di Ilenia Iozzo

    Rilievo grafico delle ridipinture, dei ritocchi alterati e dei tagli presenti su tutta la superficie del manufatto

    Foto Valentina Giovinazzo e rilievo grafico di Ilenia Iozzo

    Particolare prima del restauro, durante la pulitura e durante le operazioni di ritocco pittorico

    Durante
    Durante
    Foto Valentina Giovinazzo

    Durante il restauro, particolare, test di pulitura, esposizione dello strato preparatorio sottostante

    Foto Valentina Giovinazzo

    Durante il restauro, fenomeni di “sgranatura” che hanno amplificato la visibilità di trama e ordito della tela

    Dopo
    Dopo
    Foto Valentina Giovinazzo

    Dopo il restauro

    Foto Valentina Giovinazzo

    Dopo il restauro, particolare

    Approfondimenti

    Restituzioni 2025. Guida alla mostra

    a cura di Giorgio Bonsanti, Carla Di Francesco, Carlo Bertelli (curatore emerito), Torino 2025 (guida cartacea)

    Restituzioni 2025

    a cura di Giorgio Bonsanti, Carla Di Francesco, Carlo Bertelli (curatore emerito), Torino 2025 (PDF online)

    Scheda dal catalogo

    https://restituzioni.com
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