Il fondo di barca lignea Corte Cavanella II è stato rinvenuto, in riutilizzo funzionale, nel 1985 durante lo scavo del sito di Corte Cavanella di Loreo (Rovigo), un complesso edilizio plurifase di età romana situato lungo la via Popillia costiera in posizione strategica per le rotte terrestri e fluviali, identificato con la Mansio Fossis degli itinerari antichi.
Il relitto, segato in antico e mutilo dalle sponde, è costituito da tre assi giustapposte ed è pertinente al fondo di un’imbarcazione da valle a scafo piatto di forma affusolata, databile alla metà del II – fine del I secolo a.C. su base radiocarbonica e in origine lunga circa 5,5 m. Il manufatto è di particolare importanza storico-scientifica per il fatto che si tratta di un esemplare di sutilis navis, le cui assi erano assemblate con “cuciture” di corde vegetali e stoppa.
La tecnica costruttiva delle sutiles naves, ricordata anche dagli autori antichi, caratterizza la cantieristica navale di epoca greco-arcaica del Mediterraneo e, in età romana, persiste esclusivamente nelle zone dell’Alto Adriatico, ricche di acque interne.
Il restauro, sostenuto anche da Fondazione Cariparo, non solo ha reso possibile il consolidamento e quindi la valorizzazione del manufatto, ma ha consentito anche un’indagine archeologica approfondita capace di arricchire il quadro delle conoscenze sulla cantieristica navale di età romana in Adriatico. In particolare, oltre all’analisi puntuale delle riparazioni eseguite in antico sullo scafo, è stata riscontrata la presenza, finora mai notata in questo relitto, di forature sui comenti delle tavole, a dimostrare l’esistenza di caviglie orizzontali per agevolare l’assemblaggio della struttura. È stata altresì rilevata la presenza di residui probabilmente riconducibili a tessuti, stuoie o altro materiale deperibile. Sono inoltre in corso analisi specifiche per identificare eventuali tracce di impermeabilizzanti come pece o resina
