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    Torna a Restituzioni 1991

    Crocifissione

    Data: 1560 ca
    Artista: Jacopo Robusti, detto il Tintoretto
    Nascita artista: Venezia 1518
    Morte artista: Venezia 1594
    Tecnica/Materiali: Olio su tela
    Dimensioni: 297 x 165 cm
    Provenienza: Venezia, Chiesa di Santa Maria della Visitazione
    Collocazione: Diocesi di Venezia
    Edizione: Restituzioni 1991
    Autore scheda in catalogo: Adriana Augusti
    Restauro: Ferruccio Volpin
    Ente di Tutela: Soprintendenza per i Beni Artistici e Storici di Venezia

    Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria di Clèofa e Maria di Màgdala. Gesù allora, vedendo la madre e lì accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: “Donna, ecco il tuo figlio!”. Poi disse al discepolo: “Ecco la tua madre!”. (Giovanni, 19, 25-27) Il dolore tutto umano impresso dalla morte di Cristo trova una suggestiva interpretazione nella pala di Jacopo Tintoretto ai Gesuati.

    Scheda breve

    Il Calvario, culmine drammatico della storia terrena di Cristo, è luogo di un dolore universale, qui simbolicamente rappresentato da Maria che cade stremata fra le braccia delle altre donne, venute ad assisterla. Sotto la croce disperazione e sofferenza sono tradotte nella concitata trama gestuale dei protagonisti, concentrati nella parte bassa della scena.

    Questa zona è dominata dalle presenze femminili, che riempiono letteralmente lo spazio con morbidi veli, manti dai colori accesi e ampie vesti rigonfie. Meno imponente appare invece la presenza maschile, con Nicodemo e Giuseppe d’Arimatea relegati verso il fondo e Giovanni Evangelista, ripreso di profilo e spostato nel margine destro della pala. All’agitazione del piano “terreno” si contrappone l’assoluta solitudine di Cristo in croce, con il bel corpo plasticamente modellato che si staglia contro un cielo rosato e irradiato di un fascio di raggi che si sprigiona dalla croce.

     

     

    Tintoretto si conferma qui artista di notevole sensibilità religiosa, capace di trasporre in immagine complessi concetti dottrinari e teologici. Nella scena va infatti ravvisato il richiamo alla lezione patristica che interpretava il dolore della Vergine come un “secondo parto”, da dove sarebbe nato il popolo cristiano redento sotto la croce. Si tratta dunque di un’opera di grande spessore concettuale, costruita su un articolato discorso allegorico: difficoltà contenutistica che viene tuttavia alleggerita da un carattere di forte impatto emotivo, proprio del linguaggio figurativo tintorettiano. L’opera è comunque stata apprezzata con un certo ritardo, a causa di incauti restauri del passato che ne avevano offuscato la superficie pittorica, ora restituita a una più corretta lettura  cromatica.

     

     

    Il dipinto nel 1743 fu affidato al pittore Giambattista Piazzetta, che si limitò a una foderatura e a una leggera pulitura. Seguirono nel tempo altri interventi, di natura purtroppo molto aggressiva.

    Prima dell’ultimo restauro l’opera si presentava offuscata da vernici ossidate e danneggiata da un vistoso distacco del colore dal supporto. Si è pertanto resa necessaria una nuova foderatura e un’adeguata pulitura, seguita dalle consuete operazioni di stuccatura delle lacune, integrazione pittorica e una finale stesura di vernice protettiva.

     

    Redazione Restituzioni

    Le fasi del restauro

    Prima
    Prima

    Prima del restauro, a luce radente

    Durante
    Durante

    Durante il restauro, particolare

    Dopo
    Dopo

    Dopo il restauro

    Durante il restauro, particolare

    Approfondimenti

    Restituzioni '91

    Quattordici opere restaurate, a cura di Fernando Rigon, Vicenza 1991

    Relazione di restauro

    Altre opere dell'edizione

    corredo funerario

    Corredo funerario

    scultura

    Stele funeraria ad arco

    oreficeria

    Croce processionale

    Orefice veneziano

    tessuti

    Tonacella e pianeta

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