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    Cavallo colossale

    Data: 1819-1821
    Artista: Antonio Canova
    Nascita artista: Possagno, 1757
    Morte artista: Venezia, 1822
    Tecnica/Materiali: gesso dipinto a finto bronzo
    Dimensioni: 430 x 474 cm circa (ipotesi dimensioni ricostruite)
    Provenienza: Bassano del Grappa (Vicenza), Musei Civici
    Collocazione: Bassano del Grappa (Vicenza), Musei Civici (inv. S 60)
    Edizione: Restituzioni 2025
    Autore scheda in catalogo: Barbara Guidi
    Restauro: Passarella Restauri Srl, Padova; Studio Sechi RS Ingegneria, Padova
    Ente di Tutela: Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Verona, Rovigo e Vicenza

    Opera restaurata da Passarella Restauri Srl, Padova; Studio Sechi RS Ingegneria, Padova, con la direzione di Barbara Guidi (Musei Civici di Bassano del Grappa)

    Scheda breve

    La storia di quest’opera, una delle più ambiziose imprese scultoree dell’epoca neoclassica, si lega al progetto per un monumento equestre di Napoleone la cui grandezza doveva superare il Marco Aurelio. Il progetto fu sviluppato tra il 1806 e il 1810 e mai portato a compimento a causa dei mutamenti politici dell’epoca. Infatti, dopo la caduta dell’imperatore, su richiesta di Ferdinando I di Borbone, Canova trasformò quel primo modello in un monumento al padre Carlo III per la piazza del Plebiscito a Napoli, dove di fatto venne installato alcuni anni dopo la morte dell’artista.

    Il secondo Cavallo colossale oggetto del restauro fu invece modellato tra il 1819 e il 1821 e destinato a un secondo monumento equestre, questa volta per Ferdinando I (IV di Borbone), per la medesima piazza. Tuttavia, alla morte dell’artista, avvenuta nel 1822, solo la parte equina risultava completata, mentre la figura del sovrano delle Due Sicilie venne realizzata in un secondo momento da altri, sulla base di disegni lasciati dallo scultore. Per entrambi i monumenti, Canova curò ogni minimo dettaglio dell’anatomia dell’animale, ritratto per la prima volta in movimento anziché in stasi; l’artista fece inoltre stendere personalmente una coloritura verde a finto bronzo, allo scopo di simulare l’effetto che l’opera avrebbe avuto una volta fusa in bronzo. Tale scelta, rara ma non insolita per l’artista, testimonia l’audacia sperimentale di Canova e la centralità che il gesso rivestiva nel suo processo creativo, non più considerato un semplice passaggio intermedio verso il marmo o il bronzo, ma opera compiuta e autonoma.

    La scultura rimase nello studio romano di Canova fino al 1829, quando il fratellastro Giambattista Sartori fece spedire a Possagno tutti i beni di sua proprietà e, nel 1849, la donò al neonato Museo di Bassano. In tale occasione, il Cavallo colossale fu collocato nel salone sud dell’edificio (oggi Salone Canoviano), appositamente costruito per ospitare la collezione donata alla città.

    Modificato sensibilmente in occasione della sua installazione a Bassano a metà Ottocento tanto nella struttura interna quanto nel suo aspetto estetico, il Cavallo colossale sopravvisse illeso ai bombardamenti che colpirono il museo nell’aprile del 1945. Nel 1969, per consentire alcuni lavori strutturali al salone che lo ospitava, fu disposto il suo smontaggio e il trasferimento nei depositi. L’opera fu sezionata malamente in numerosi frammenti, mentre l’anima metallica a fasciame installata in occasione del rimontaggio ottocentesco fu distrutta. La ricollocazione dell’opera non ebbe mai luogo e i frammenti, spostati più volte tra vari depositi, subirono nei decenni ulteriori danneggiamenti.

    Il progetto di restauro – con la realizzazione di una nuova struttura interna, il recupero delle superfici e delle cromie originali e la realizzazione di un basamento tecnico con dissipatori antisismici – si è proposto non solo di ricomporre l’opera nel massimo rispetto del progetto canoviano, ma anche di restituire alla collettività, dopo oltre cinquant’anni e secondo un restauro a un tempo innovativo e filologico, una delle massime testimonianze dell’arte scultorea europea tra il XVIII e il XIX secolo.

    Le fasi del restauro

    Prima
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    Prima
    Musei Civici di Bassano del Grappa, Archivio fotografico

    Salone Canova, Museo Civico di Bassano del Grappa, fotografia di fine Ottocento (Musei Civici di Bassano del Grappa, Archivio fotografico)

    Musei Civici di Bassano del Grappa, Archivio fotografico

    Studio del Cavallo e del piedistallo per il monumento equestre, 1806 circa (Musei Civici di Bassano del Grappa, Archivio fotografico)

    Musei Civici di Bassano del Grappa, Archivio fotografico

    Cavallo colossale con cavaliere, 1967-1969 (Musei Civici di Bassano del Grappa, Archivio fotografico)

    Musei Civici di Bassano del Grappa, Archivio fotografico

    Cavallo colossale, 1967-1969. Musei Civici di Bassano del Grappa, Archivio fotografico

    Musei Civici di Bassano del Grappa, Archivio fotografico

    Cavallo colossale, 1967-1969. Musei Civici di Bassano del Grappa, Archivio fotografico

    Durante
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    Durante
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    Durante il restauro

    Foto Passarella Restauri s.r.l.

    Frammento 8d: rivestimento dell’opera applicato alla superficie originale interna, costituito da frammenti di mattoni e materiali ceramici; questi elementi erano funzionali al fissaggio del fasciame metallico, volto a rendere solidali i diversi componenti dell’opera originaria, successivamente sezionati e divelti negli anni sessanta del secolo scorso

    Foto Passarella Restauri s.r.l.

    Frammento Misc. 16: successione stratigrafica dei materiali applicati durante la fase costruttiva dell’opera (strati 1 e 2) e delle aggiunte realizzate in occasione del rimontaggio ottocentesco (strati 3 e 4)

    Foto Passarella Restauri s.r.l.

    Fase iniziale del rimontaggio provvisorio di due elementi composti da vari frammenti precedentemente riassemblati

    Foto Passarella Restauri s.r.l.

    Ricomposizione di elementi precedentemente riassemblati, integrazione plastica delle parti mancanti e saggi di pulitura della pellicola pittorica

    Foto Passarella Restauri s.r.l.

    Campione di pulitura

    Dopo
    Dopo
    © MBA Musei Biblioteca Archivio / Foto Luca Marzocchi

    Dopo il restauro, Testa di cavallo colossale, 1819-1821

    © MBA Musei Biblioteca Archivio / Foto Luca Marzocchi

    Dopo il restauro, Testa di cavallo colossale, particolare, 1819-1821

    Approfondimenti

    Restituzioni 2025. Guida alla mostra

    a cura di Giorgio Bonsanti, Carla Di Francesco, Carlo Bertelli (curatore emerito), Torino 2025 (guida cartacea)

    Restituzioni 2025

    a cura di Giorgio Bonsanti, Carla Di Francesco, Carlo Bertelli (curatore emerito), Torino 2025 (PDF online)

    Scheda dal catalogo

    https://restituzioni.com
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