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    Cariatide

    Data: età adrianea (117-138 d.C.)
    Tecnica/Materiali: scultura in marmo pentelico
    Dimensioni: alt. 216 cm; base 63 × 52 cm
    Provenienza: Tivoli (Roma), Villa Adriana, Canopo
    Collocazione: Tivoli (Roma), Villa Adriana e Villa d'Este, Villa Adriana, Mouseia (inv. 2236)
    Edizione: Restituzioni 2025
    Autore scheda in catalogo: Lucilla D’Alessandro, Veronica Fondi
    Restauro: Montanelli Restauri srl
    Ente di Tutela: Villa Adriana e Villa d'Este

    Opera restaurata da Montanelli Restauri srl, con la direzione di Veronica Fondi (Villa Adriana e Villa d’Este)

    Scheda breve

    Nel 1952 Salvatore Aurigemma rinvenne quattro Cariatidi all’interno della vasca del Canopo di Villa Adriana. Fu lo stesso scopritore a farne realizzare i calchi in cemento e a farli collocare nella posizione odierna lungo il bordo del bacino, dove si suppone che le sculture si trovassero.

    Repliche delle korai dell’Eretteo sull’Acropoli di Atene, le Cariatidi tiburtine forniscono informazioni aggiuntive rispetto agli originali, che mancano degli arti superiori: dalle copie infatti si desume come la mano sinistra tenesse un lembo del mantello e la destra la phiale, o coppa per libagioni.

    Le statue, in marmo pentelico proveniente dall’Attica, sono state probabilmente lavorate o semplicemente rifinite nella stessa residenza tiburtina.

    Esse hanno un’evidente funzione architettonica, come si desume dalla rigida verticalità e dal trattamento superiore della capigliatura che presenta un taglio netto per accogliere il capitello. Se le korai dell’Eretteo si inseriscono in un contesto sacrale, in quanto rappresentano le figlie dell’eroe Cecrope, di cui onorano e custodiscono la tomba, nella villa di Adriano le Cariatidi alludono probabilmente ad Atene quale riferimento ideale per l’imperatore.

    L’esemplare oggetto di restauro replica il tipo C dell’Eretteo. La statua fu la prima a essere rinvenuta il 3 aprile 1952, rivolta a faccia in giù sul piano di fondo del Canopo con il capo a nord-ovest, a una distanza di 45,10 m circa dal limite meridionale del bacino e di 1,60 m da quello occidentale. Sul retro la scultura presenta una superficie piatta e poco definita.

    La Cariatide è mutila della mano destra e delle dita della sinistra, mentre la testa risulta tagliata superiormente e presenta al centro un foro cilindrico per alloggiare il perno del capitello, non rinvenuto. Si osservano mancanze di minore entità sul panneggio e sulla punta del naso, diffuse abrasioni e leggeri graffi. La kore indossa peplo e mantello, con fibule sulle spalle, e i caratteristici sandali di età classica dalla suola alta e squadrata a un solo strato. Le braccia nude, distese lungo il corpo, presentano armille serpentiformi: il polso sinistro è unito da un puntello al panneggio; il braccio destro reggeva la phiale, di cui si individuano sul fianco gli attacchi. La statua insiste sulla gamba destra, del tutto nascosta dalle pieghe verticali del peplo, mentre la sinistra è leggermente portata in avanti.

    Il volto presenta bocca dischiusa e naso dritto. I capelli sono acconciati in maniera elaborata, con caratteristiche ciocche calamistrate ai lati del volto.

    Il restauro operato, finalizzato principalmente a restituire alla scultura stabilità strutturale, minata da lesioni e frammentarietà della base, ha permesso di individuare gli interventi conservativi precedenti.

    La frattura passante sulla testa, consolidata e sigillata nell’attuale restauro, è visibile infatti nella documentazione d’archivio relativa alla scoperta ed è stata già oggetto di intervento con l’inserimento di perni in ferro, identificati tramite rilevatore di metalli. Integrazioni in malta e gesso sono state utilizzate inoltre per riconnettere la porzione di basamento rinvenuta distaccata dal resto, plausibilmente subito dopo il ritrovamento della scultura, al fine di sistemarla in posizione eretta. In merito a possibili tracce di policromia, sia l’analisi autoptica ravvicinata delle superfici sia l’utilizzo di tecniche analitiche non invasive hanno dato esito negativo.

    Allo stato attuale non è possibile determinare se le sculture in origine fossero prive di policromia o se le tracce di colore siano andate perdute.

    Le fasi del restauro

    Prima
    Prima
    © Villa Adriana e Villa d’Este, Tivoli - MiC - Foto Quirino Berti

    Prima del restauro

    © Villa Adriana e Villa d'Este, Tivoli - MiC, Su concessione del Ministero della Cultura - Museo Nazionale Romano, Archivio Storico della ex Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma a Palazzo Altemps (ASSAR), Fondo Salvatore Aurigemma

    Il rinvenimento della Cariatide duranti gli scavi degli anni cinquanta di Salvatore Aurigemma presso il Canopo

    © Villa Adriana e Villa d'Este, Tivoli - MiC, (American Academy in Rome, Fototeca Unione Collection)

    Le Cariatidi in una fotografia storica del 1964, tutte integrate del capitello, esposte al piano terra dell’antiquarium

    Durante
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    Durante il restauro

    © Villa Adriana e Villa d'Este, Tivoli - MiC, foto a sinistra, credito: Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, tratto da “Bollettino d’Arte”, IV serie, 1954, fascicolo IV (ottobre-dicembre), p. 334 fig. 10; foto al centro e a destra, credito: Foto Montanelli Restauri S.r.l.

    A sinistra, la Cariatide dopo il ritrovamento nel Canopo; al centro e a destra, la scultura prima e dopo l’intervento conservativo

    © Villa Adriana e Villa d'Este, Tivoli - MiC, Foto Montanelli Restauri S.r.l.

    Rappresentazione grafica dello stato di conservazione del basamento della scultura

     

    © Villa Adriana e Villa d'Este, Tivoli - MiC, Foto Montanelli Restauri S.r.l.

    Operazioni propedeutiche al sollevamento della scultura, applicazione del “corpetto” in fibra di carbonio

    © Villa Adriana e Villa d'Este, Tivoli - MiC, Foto Montanelli Restauri S.r.l.

    Operazioni propedeutiche al sollevamento della scultura, applicazione dei sistemi di protezione delle superfici della Cariatide prima del sollevamento

    © Villa Adriana e Villa d'Este, Tivoli - MiC, Foto Montanelli Restauri S.r.l.

    A seguito del primo sollevamento, costruzione di un basamento ligneo provvisorio costituito da due strutture lignee a sé stanti; la prima, di dimensioni maggiori, sostiene la scultura per intero, la seconda, opportunamente sagomata, è a sostegno dei frammenti lapidei distaccati del plinto

    © Villa Adriana e Villa d'Este, Tivoli - MiC, Foto Montanelli Restauri S.r.l.

    Terzo sollevamento: rimozione della gomma siliconica al di sotto del basamento

    © Villa Adriana e Villa d'Este, Tivoli - MiC, Foto Montanelli Restauri S.r.l.

    Quarto sollevamento, collocazione della nuova base espositiva con la placca in carbonio al di sotto della scultura

    © Villa Adriana e Villa d'Este, Tivoli - MiC, Foto Montanelli Restauri S.r.l.

    Durante e dopo il restauro, a sinistra, realizzazione delle stuccature sul volto della Cariatide; a destra, dopo l’intervento conservativo

    © Villa Adriana e Villa d'Este, Tivoli - MiC, Foto Montanelli Restauri S.r.l.

    Durante e dopo il restauro, il volto della Cariatide prima e dopo l’intervento conservativo

    Dopo
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    Dopo
    © Villa Adriana e Villa d’Este, Tivoli - MiC / Foto Quirino Berti

    Dopo il restauro

    © Villa Adriana e Villa d’Este, Tivoli - MiC / Foto Quirino Berti

    Dopo il restauro, fronte

    © Villa Adriana e Villa d'Este, Tivoli - MiC, © Villa Adriana e Villa d’Este, Tivoli - MiC / Foto Quirino Berti

    Dopo il restauro, retro

    © Villa Adriana e Villa d'Este, Tivoli - MiC, © Villa Adriana e Villa d’Este, Tivoli - MiC / Foto Quirino Berti

    Dopo il restauro, particolare del volto

    © Villa Adriana e Villa d'Este, Tivoli - MiC, © Villa Adriana e Villa d’Este, Tivoli - MiC / Foto Quirino Berti

    Dopo il restauro, particolare del piede sinistro con sandalo

    © Villa Adriana e Villa d'Este, Tivoli - MiC, © Villa Adriana e Villa d’Este, Tivoli - MiC / Foto Quirino Berti

    Dopo il restauro, particolare del braccio sinistro con armilla e puntello retrostante

    Approfondimenti

    Restituzioni 2025. Guida alla mostra

    a cura di Giorgio Bonsanti, Carla Di Francesco, Carlo Bertelli (curatore emerito), Torino 2025 (guida cartacea)

    Restituzioni 2025

    a cura di Giorgio Bonsanti, Carla Di Francesco, Carlo Bertelli (curatore emerito), Torino 2025 (PDF online)

    Scheda dal catalogo

    https://restituzioni.com
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