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    Compianto su Cristo morto

    Data: 1620 circa
    Artista: Giovanni Battista Caracciolo, detto Battistello
    Nascita artista: Napoli, 1578
    Morte artista: Napoli, 1635
    Tecnica/Materiali: olio su tela
    Dimensioni: 152,5 × 207,5 cm
    Provenienza: ignota
    Collocazione: Baranello (Campobasso), chiesa di San Michele Arcangelo
    Edizione: Restituzioni 2025
    Autore scheda in catalogo: Dora Catalano, Vincenzo Papa
    Restauro: CBC Conservazione beni culturali Soc. Coop.
    Ente di Tutela: Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per il Molise

    Opera restaurata da CBC Conservazione beni culturali Soc. Coop., con la direzione di Dora Catalano, Vincenzo Papa (Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per il Molise)

    Scheda breve

    Il dipinto è opera unanimemente riconosciuta di mano di Battistello Caracciolo, uno dei protagonisti della grande stagione artistica napoletana di primo Seicento, segnata dal naturalismo di derivazione caravaggesca. Databile al 1620 circa, giunge nella parrocchiale di Baranello insieme a un cospicuo gruppo di opere di pittura napoletana, vista la necessità di assicurare un nuovo arredo liturgico alla chiesa subito ricostruita dopo la sua completa distruzione nel devastante terremoto del 1805.

    Un ruolo decisivo per l’arrivo del dipinto in Molise deve essere assegnato a Giuseppe Zurlo, importante uomo politico originario di Baranello, ministro di Giustizia e del Culto (1809) e dell’Interno (1809-1815) durante gli anni del cosiddetto “decennio francese”. Insieme al fratello Biase, intendente della Provincia di Molise, Zurlo si pose quale mediatore per “attingere” dall’inesauribile serbatoio costituito a Napoli da quanto stipato nel Palazzo dei Regi Studi a seguito delle soppressioni murattiane. La provenienza da un ambito ecclesiastico, purtroppo ancora ignoto, è avvalorata anche da un’analisi delle misure del manufatto, maggiormente confacenti a tale destinazione piuttosto che a quella privata di dimore gentilizie o case prelatizie; misure più contenute si registrano infatti per diverse opere di uguale soggetto – il Compianto è tema molto frequentato nella cultura artistica napoletana della prima metà del Seicento – di sicura provenienza da raccolte private, quali la famosa versione di Ribera oggi alla National Gallery di Londra o quella di Giovanni Bernardino Azzolino ora nella chiesa dei Girolamini a Napoli.

    Battistello si confronta dunque qui con il tema del Compianto a quattro-cinque figure di formato orizzontale, con il corpo di Gesù che diventa polo luminoso generatore dell’intero spazio del dipinto, sia del “vuoto” dell’area sinistra sia del “pieno” delle tre figure – la Vergine, san Giovanni e la Maddalena – che a lui accorrono sulla destra. Sulla scorta delle esperienze maturate a Roma, Firenze e Genova e degli stimoli derivanti dalla presenza a Napoli degli emiliani e della dirompente personalità di Ribera, Battistello supera il caravaggismo integrale per un nuovo naturalismo in cui si articolano in fieri, attraverso la forza del segno grafico e del contorno lineare che racchiude e trattiene lo studiato gioco dei volumi e dei colori, gestualità e sentimenti sospesi, già definiti di “malinconica cupezza” (Roberto Longhi).

    L’attuale restauro e le indagini scientifiche hanno permesso di confermare quanto già emerso negli ultimi anni in merito alla tecnica esecutiva del maestro napoletano. È stata registrata la presenza di un solido impianto disegnativo a guidare l’esecuzione pittorica, con un contorno nero risparmiato dal fondo e delineato con un segno scuro, l’utilizzo di pennellate rapide e povere di materia che fanno emergere i chiari a partire dalla preparazione scura e l’assenza di veri e propri pentimenti in corso d’opera. Inoltre, anche in questo dipinto sono stati verificati gli effetti di fenomeni degenerativi consueti nei dipinti di Battistello e più in generale nella pittura napoletana del Seicento, quali l’assorbimento delle originarie velature di colore nel fondo scuro della preparazione – tale da compromettere le modulazioni cromatiche del cielo – e il processo di scolorimento del blu di smalto che falsa oggi la corretta percezione spaziale del manto della Vergine.

    Ciononostante il restauro ha restituito al dipinto la propria originaria, intensa resa cromatica, risarcendo i lievi passaggi chiaroscurali e facendo riemergere l’effetto metallico dei bianchi – svolto superbamente nel perizoma e nel sudario di Cristo – e l’intonazione plumbea degli incarnati, tipici di Caracciolo. Pienamente valorizzati appaiono ora anche la sapiente costruzione delle mani dei personaggi e dettagli prima non apprezzabili quali il profilo della croce sullo sfondo o il particolare del sangue che scorre lungo il piede sinistro di Gesù.

    Le fasi del restauro

    Prima
    Prima
    Foto Domenico Ventura, Roma

    Prima del restauro

    Durante
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    Durante
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    Durante il restauro

    Foto S.T.Art-Test di S. Schiavone & C.

    Durante il restauro, riflettografia IR a 950 nm, particolare della Maddalena e della tecnica pittorica

    Foto S.T.Art-Test di S. Schiavone & C.

    Durante il restauro, radiografia, particolare della Maddalena e della tecnica pittorica

    Foto Domenico Ventura, Roma

    Dopo il restauro, particolare della Vergine

    Foto S.T.Art-Test di S. Schiavone & C.

    Durante il restauro, riflettografia IR a 950 nm, particolare del manto della Vergine realizzato con lo smaltino

    Fototeca della SABAP-Molise, neg. 16272_LXVII_7_4_Corr

    Stato di conservazione prima del restauro del 1981, immagine a luce radente

    Foto Domenico Ventura, Roma

    Prima del restauro, particolare dell’evangelista e dello stato di conservazione

    Foto S.T.Art-Test di S. Schiavone & C.

    Durante il restauro, immagine in luce UV

    Foto Domenico Ventura, Roma

    Durante il restauro, tassello di pulitura

    Foto CBC Conservazione Beni Culturali Soc. Coop

    Durante il restauro, rimozione dei ritocchi e dei vecchi stucchi

    Dopo
    Visualizza più foto Visualizza meno foto
    Dopo
    Foto Domenico Ventura, Roma

    Dopo il restauro

    Foto Domenico Ventura, Roma

    Dopo il restauro, particolare

    Foto Domenico Ventura, Roma

    Dopo il restauro, particolare della Vergine

    Foto Domenico Ventura, Roma

    Dopo il restauro, particolare di san Giovanni

    Foto Domenico Ventura, Roma

    Dopo il restauro, particolare del corpo di Cristo

    Foto Domenico Ventura, Roma

    Dopo il restauro, particolare del perizoma di Cristo

    Foto Domenico Ventura, Roma

    Dopo il restauro, particolare del piede sinistro di Cristo

    Foto Domenico Ventura, Roma

    Dopo il restauro, particolare della Maddalena

    Approfondimenti

    Restituzioni 2025. Guida alla mostra

    a cura di Giorgio Bonsanti, Carla Di Francesco, Carlo Bertelli (curatore emerito), Torino 2025 (guida cartacea)

    Restituzioni 2025

    a cura di Giorgio Bonsanti, Carla Di Francesco, Carlo Bertelli (curatore emerito), Torino 2025 (PDF online)

    Scheda dal catalogo

    https://restituzioni.com
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