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    Annunciazione

    Data: inizi del XVI secolo
    Artista: Maestro dell’Annunciazione di Iglesias (inizi del XVI secolo)
    Tecnica/Materiali: olio su tavola
    Dimensioni: 60,5 × 43 cm (con cornice); 53 × 36 cm (senza cornice)
    Provenienza: Iglesias (Sud Sardegna), chiesa della Vergine Purissima, sagrestia
    Collocazione: Iglesias (Sud Sardegna), Episcopio
    Edizione: Restituzioni 2025
    Autore scheda in catalogo: Maria Passeroni
    Restauro: Terra Pinta S.C.R.L. Conservazione e Restauro, Cagliari
    Ente di Tutela: Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Cagliari e le province di Oristano e Sud Sardegna

    Opera restaurata da Terra Pinta S.C.R.L. Conservazione e Restauro, Cagliari, con la direzione di Maria Passeroni (Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Cagliari
    e le province di Oristano e Sud Sardegna)

    Scheda breve

    Il piccolo dipinto raffigurante l’Annunciazione, databile ai primi anni del XVI secolo, fu rinvenuto nel 1969 da Corrado Maltese e Renata Serra nella sagrestia della chiesa della Vergine Purissima di Iglesias, collocazione non originaria, in quanto l’edificio e l’annesso collegio furono costruiti per volere della Compagnia di Gesù presente a Iglesias a partire dal 1578.

    Per le sue ridotte dimensioni, l’opera è stata interpretata come parte della predella di un retablo oggi perduto ed è attualmente conservata presso l’Episcopio di Iglesias.

    L’assenza di documentazione archivistica relativa a committenza, autore e destinazione originaria ha determinato diverse ipotesi attributive, fondate principalmente su confronti stilistici. La maggior parte della critica ha assegnato l’opera al Maestro di Sanluri. Pusceddu la attribuisce invece al Maestro di Castelsardo, artista dallo studioso identificato con il pittore Joan Barceló II. Una terza ipotesi, avanzata da Scano Naitza, riconosce nell’autore una figura distinta e autonoma, più aggiornata e consapevole dei propri mezzi espressivi.

    L’iconografia dell’Annunciazione è ricca di elementi simbolici e presenta un interessante sincretismo tra cultura cristiana e classica. La Vergine è collocata in una loggia architettonicamente elaborata, ornata da colonne con capitelli a piramide rovesciata. Sulla sinistra, un finto bassorilievo raffigura un angelo con cornucopia, simbolo pagano della fertilità. La resa del panneggio è caratterizzata da chiaroscuri netti e tratti spezzati, soprattutto nelle vesti dell’angelo e della Vergine, il cui manto presenta una caratteristica tonalità morat, ricorrente nella tavolozza del Maestro di Castelsardo. Le aureole dorate scorciate e la simbologia cromatica delle vesti angeliche (bianco, verde, rosso) richiamano le tre virtù teologali. Nello sfondo, l’arcangelo Michele combatte il drago, mentre nella lunetta superiore compaiono Adamo ed Eva tentati dal serpente, a suggello del tema teologico della vittoria del Bene sul Male. La raffigurazione di tarsie marmoree al posto dei tradizionali azulejos e la discreta  padronanza prospettica – seppure con alcune incertezze – rivelano un’adesione a modelli italiani, mentre l’uso della pittura a olio e l’attenzione ai dettagli iconografici rimandano alla cultura figurativa fiamminga.

    Il recente restauro e la campagna diagnostica preliminare hanno restituito leggibilità all’opera; l’indagine riflettografica ha rivelato un disegno preparatorio raffinato eseguito con grafite o carboncino. Il confronto con due tavolette di predella conservate nel Museo Diocesano di Ales, rinvenute nel 2005 e provenienti da San Gavino Monreale, ha permesso osservazioni puntuali: secondo Siddi, le somiglianze nelle lumeggiature di occhi e zigomi sono significative, tuttavia le differenze nel trattamento dei contorni e nella modulazione dei chiaroscuri suggeriscono una mano diversa.

    Ulteriori raffronti sono stati condotti con i disegni preparatori del retablo di Sant’Eligio (attribuito al Maestro di Sanluri), dove il tratteggio diagonale per le ombre e i contorni sottili conferisce rigidità plastica, e con i retabli della Porziuncola, di Castelsardo e di Tuili, attribuiti al Maestro di Castelsardo, nei quali le ombre sono rese con un delicato tratto acquerellato, i contorni sono fortemente marcati e nelle prime due opere sono distinguibili nettamente iscrizioni in catalano con indicazioni cromatiche, verosimilmente destinate agli aiuti di bottega.

    Alla luce delle analisi stilistiche e diagnostiche, appare plausibile l’ipotesi che l’autore dell’Annunciazione di Iglesias rappresenti una figura autonoma, capace di assimilare influenze italiane, iberiche e nordeuropee, e di reinterpretarle in una sintesi personale. L’opera si configura così come una delle più alte espressioni artistiche del Rinascimento sardo, non solo per la qualità esecutiva, ma anche per la complessità iconografica e la ricchezza delle soluzioni tecniche impiegate.

    Le fasi del restauro

    Prima
    Visualizza più foto Visualizza meno foto
    Prima
    Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Cagliari e le Province di Oristano e Sud Sardegna / Foto Giovanni Pintori

    Prima del restauro

    Istituto Ospedaliero Brotzu, Cagliari

    Prima del restauro, radiografia

    Foto Francesco Nonnoi

    Prima del restauro, immagine a luce UV

    Foto Ottaviano Caruso

    Prima del restauro, riflettografia infrarossa in falso colore

    Foto Ottaviano Caruso

    Prima del restauro, immagine a luce radente

    Foto Ottaviano Caruso

    Prima del restauro, riflettografia infrarossa

    Foto ADarte srl

    Prima del restauro, campione del manto blu della Madonna

    Foto ADarte srl

    Prima del restauro, stratigrafia campione del manto blu della Madonna

    Durante
    Visualizza più foto Visualizza meno foto
    Durante
    Foto Maria Albai

    Durante il restauro, consolidamento della cromia

    Foto Francesco Nonnoi

    Durante il restauro, metà pulitura

    Foto Maria Albai

    Durante il restauro, rimozione della cera

    Foto Francesco Nonnoi

    Durante il restauro, fine pulitura

    Foto Maria Albai

    Durante il restauro, rimozione della stuccatura

    Foto Francesco Nonnoi

    Durante il restauro, stuccature del legno

    Foto Francesco Nonnoi

    Durante il restauro, gessatura

    Dopo
    Visualizza più foto Visualizza meno foto
    Dopo
    Foto Francesco Nonnoi

    Dopo il restauro

    Foto Francesco Nonnoi

    Dopo il restauro, particolare dell’angelo

    Foto Francesco Nonnoi

    Dopo il restauro, particolare della Vergine

    Foto Francesco Nonnoi

    Dopo il restauro, particolare di Dio Padre in gloria

    Approfondimenti

    Restituzioni 2025. Guida alla mostra

    a cura di Giorgio Bonsanti, Carla Di Francesco, Carlo Bertelli (curatore emerito), Torino 2025 (guida cartacea)

    Restituzioni 2025

    a cura di Giorgio Bonsanti, Carla Di Francesco, Carlo Bertelli (curatore emerito), Torino 2025 (PDF online)

    Scheda dal catalogo

    https://restituzioni.com
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