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    Amazzonomachia

    Data: 1527-1528
    Artista: Giulio Pippi, detto Giulio Romano
    Nascita artista: Roma, 1492 o 1499
    Morte artista: Mantova, 1546
    Tecnica/Materiali: grafite, penna e inchiostro bruno, inchiostro bruno acquerellato su carta vergata
    Dimensioni: 266 × 855 mm
    Provenienza: collezione dei principi Corsini, metà del XVIII secolo; Accademia Nazionale dei Lincei, in deposito permanente presso l’Istituto centrale per la grafica, 1895
    Collocazione: Roma, Istituto centrale per la grafica (inv. D-FC 124151)
    Edizione: Restituzioni 2025
    Autore scheda in catalogo: Rita Bernini (Catalogo digitale); Maura Picciau (Guida alla mostra)
    Restauro: Serena Galetti
    Ente di Tutela: Istituto centrale per la grafica

    Opera restaurata da Serena Galetti, con la direzione di Gabriella Pace (Istituto centrale per la grafica, Roma)

    Scheda breve

    Il disegno, di formato orizzontale molto allungato, raffigura la nona fatica di Ercole, quando i Greci guidati dall’eroe combatterono le Amazzoni per conquistare la cintura della loro regina Ippolita. L’opera è preparatoria, con alcune modifiche, per una delle fasce affrescate – con lo stesso soggetto – sotto le lunette della volta nella sala delle Aquile di Palazzo Te a Mantova. Realizzato a penna su carta avorio e inchiostro bruno acquerellato, il disegno è quadrettato a grafite nera per il trasporto su altra superficie.

    La decorazione della sala delle Aquile, progettata da Giulio Romano e realizzata da aiuti tra il 1527 e il 1528, era concepita come un insieme composito di affreschi e stucchi, secondo un complesso programma iconografico con numerosi rimandi alla mitologia, forse alludendo alla rinascita culturale e politica di Mantova sotto il ducato di Federico Gonzaga, di cui questa sala era la camera da letto.

    La scena impetuosa descrive i corpi dei Greci e delle Amazzoni avviluppati tra loro nella battaglia, e sembra ispirata, per il soggetto scelto, per il formato e per le modalità rappresentative, a uno schema narrativo ricorrente nei sarcofagi romani, segno in Giulio Romano dello spiccato interesse per l’antichità che aveva ereditato da Raffaello negli anni di vicinanza e collaborazione. Il soggetto della amazzonomachia si trova sul sarcofago databile al 160-170 d.C. oggi nel cortile ottagono dei Musei Vaticani: usato in passato come bacino per la fontana del Tigri, esso era già noto nel periodo dell’attività del nostro artista.

    L’irruenza dei combattenti, lo slancio e la veemenza degli scontri trasmettono forza e concitazione, e la versione grafica conserva maggiore energia e vitalità rispetto alla scena affrescata, anche per la marcata fusione dei corpi delineata con un tratto sottile e dinamico di penna e inchiostro a definirne i contorni, e una delicata acquerellatura per esaltarne i chiaroscuri.

    La filigrana del nostro disegno attesta una provenienza mantovana del foglio, avvalorando l’attribuzione a Giulio Romano, di cui si conoscono molti disegni realizzati con tecnica simile.

    L’opera è davvero poco nota e proviene dalla collezione dei principi Corsini, formatasi dagli anni trenta del XVIII secolo per volontà di Lorenzo Corsini, poi papa Clemente XII (durata pontificato: 1730-1740) e del nipote cardinale Neri Maria (1685-1770). Questi acquistò il Palazzo Riario alla Lungara nel 1736 e ne affidò i lavori di ristrutturazione al grande architetto Ferdinando Fuga, creando anche la biblioteca, con la ricchissima collezione di disegni e stampe poi donata all’Accademia Nazionale dei Lincei, e dalla fine del XIX secolo in deposito permanente all’Istituto Centrale per la Grafica.

    Il restauro ha stabilizzato il supporto cartaceo che era sottoposto a tensioni dovute a vecchi interventi, ha attenuato macchie e lacune e reso pienamente leggibile l’opera, valorizzandone l’alta qualità grafica. L’Amazzonomachia oggi si distingue come un artefatto originale e raro, un camaieu.

    Le fasi del restauro

    Prima
    Prima
    Roma, Istituto Centrale per la Grafica, per gentile concessione del Ministero della Cultura - Fondo Corsini, proprietà Accademia Nazionale dei Lincei - divieto di ulteriore riproduzione o duplicazione con qualsiasi mezzo - Foto Luca Somma

    Prima del restauro

    Durante
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    Durante
    Roma, Istituto Centrale per la Grafica, per gentile concessione del Ministero della Cultura - Fondo Corsini, proprietà Accademia Nazionale dei Lincei - divieto di ulteriore riproduzione o duplicazione con qualsiasi mezzo - Foto Serena Galetti

    Prima del restauro, particolare dei restauri pregressi

    Roma, Istituto Centrale per la Grafica, per gentile concessione del Ministero della Cultura - Fondo Corsini, proprietà Accademia Nazionale dei Lincei - divieto di ulteriore riproduzione o duplicazione con qualsiasi mezzo - Foto Serena Galetti

    Durante il restauro, indagine dell’opera mediante videomicroscopio

    Roma, Istituto Centrale per la Grafica, per gentile concessione del Ministero della Cultura - Fondo Corsini, proprietà Accademia Nazionale dei Lincei - divieto di ulteriore riproduzione o duplicazione con qualsiasi mezzo - Foto Gabriella Pace

    Durante il restauro, analisi del pH e della conducibilità mediante gel di agarosio

    Roma, Istituto Centrale per la Grafica, per gentile concessione del Ministero della Cultura - Fondo Corsini, proprietà Accademia Nazionale dei Lincei - divieto di ulteriore riproduzione o duplicazione con qualsiasi mezzo - Foto Gabriella Pace

    Durante il restauro, analisi del pH mediante gel di agarosio

    Roma, Istituto Centrale per la Grafica, per gentile concessione del Ministero della Cultura - Fondo Corsini, proprietà Accademia Nazionale dei Lincei - divieto di ulteriore riproduzione o duplicazione con qualsiasi mezzo - Foto Serena Galetti

    Durante il restauro, pulitura a umido con gel di gellano

    Roma, Istituto Centrale per la Grafica, per gentile concessione del Ministero della Cultura - Fondo Corsini, proprietà Accademia Nazionale dei Lincei - divieto di ulteriore riproduzione o duplicazione con qualsiasi mezzo - Foto Serena Galetti

    Durante il restauro, rimozione dei restauri pregressi

    Roma, Istituto Centrale per la Grafica, per gentile concessione del Ministero della Cultura - Fondo Corsini, proprietà Accademia Nazionale dei Lincei - divieto di ulteriore riproduzione o duplicazione con qualsiasi mezzo - Foto Serena Galetti

    Durante il restauro, reintegrazione delle lacune con carta giapponese

    Roma, Istituto Centrale per la Grafica, per gentile concessione del Ministero della Cultura - Fondo Corsini, proprietà Accademia Nazionale dei Lincei - divieto di ulteriore riproduzione o duplicazione con qualsiasi mezzo - Foto Serena Galetti

    Durante il restauro, adeguamento cromatico delle reintegrazioni mediante acquerelli

    Roma, Istituto Centrale per la Grafica, per gentile concessione del Ministero della Cultura - Fondo Corsini, proprietà Accademia Nazionale dei Lincei - divieto di ulteriore riproduzione o duplicazione con qualsiasi mezzo - Foto Martina Moroni

    Durante il restauro, indagine dell’opera mediante videomicroscopio

    Roma, Istituto Centrale per la Grafica, per gentile concessione del Ministero della Cultura - Fondo Corsini, proprietà Accademia Nazionale dei Lincei - divieto di ulteriore riproduzione o duplicazione con qualsiasi mezzo - Foto Gabriella Pace

    Durante il restauro, pulitura a secco mediante pennello a setole morbide

    Dopo
    Dopo
    Roma, Istituto Centrale per la Grafica, per gentile concessione del Ministero della Cultura - Fondo Corsini, proprietà Accademia Nazionale dei Lincei - divieto di ulteriore riproduzione o duplicazione con qualsiasi mezzo - Foto Luca Somma

    Dopo il restauro

    Roma, Istituto Centrale per la Grafica, per gentile concessione del Ministero della Cultura - Fondo Corsini, proprietà Accademia Nazionale dei Lincei - divieto di ulteriore riproduzione o duplicazione con qualsiasi mezzo - Foto Luca Somma

    Dopo il restauro, particolare

    Roma, Istituto Centrale per la Grafica, per gentile concessione del Ministero della Cultura - Fondo Corsini, proprietà Accademia Nazionale dei Lincei - divieto di ulteriore riproduzione o duplicazione con qualsiasi mezzo - Foto Luca Somma

    Dopo il restauro, particolare

    Approfondimenti

    Restituzioni 2025. Guida alla mostra

    a cura di Giorgio Bonsanti, Carla Di Francesco, Carlo Bertelli (curatore emerito), Torino 2025 (guida cartacea)

    Restituzioni 2025

    a cura di Giorgio Bonsanti, Carla Di Francesco, Carlo Bertelli (curatore emerito), Torino 2025 (PDF online)

    Scheda dal catalogo

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