L’abito di modello Charleston, con scollo tondo, longuette è realizzato in tulle color nero con fondino in cady colore nero, senza maniche, scollatura rotonda e vita scesa sottolineata dal taglio e dai ricami. Sulla gonna morbida erano inseriti due teli a sbieco (tagliati negli anni sessanta dalla donatrice). I ricami sono sulle sfumature dei rosa e dei verdi a righe verticali e motivi floreali e geometrici. Databile intorno agli anni 1925-1926, mette in evidenza la forma semplificata a chemise impreziosita dai ricami nelle nuance del verde, rosa e nero, con un leggero rialzo del punto vita in modo da sottolineare i fianchi, che in origine avevano delle punte allungate irregolari caratteristiche dello stile Vionnet, con teli a sbieco poi rimossi e grazie al restauro ora ben individuabili dalle cuciture laterali. La novità della moda androgina e semplice degli anni venti matura e si esaurisce in un breve periodo, tra il 1922 e il 1923. L’abito in esame è del 1926 circa e tende al recupero dell’eleganza femminile, secondo le tendenze del periodo iniziale dell’attività di Madeleine Vionnet, con la ricerca sullo sbieco e la geometria della confezione. Il capo infatti è stato manomesso dalla donatrice, Noemi Arata Paradisi, negli anni sessanta per poterlo indossare.
Dal restauro emergono ora chiaramente le cuciture laterali che evidenziano il taglio effettuato alle due punte lunghe e allo sbieco che caratterizzano il modello connotandolo come Vionnet. Questa moda preferiva le gonne asimmetriche e irregolari, che permettevano di far risaltare i fianchi e recuperare la linea del giro vita, impreziosito dai ricami dalle ricercate gradazione di tonalità di colore, messe in risalto nel nostro caso grazie al recupero dell’intervento conservativo.
